27 Maggio 2019

I recettori in osteopatia

Recettori Infraspinali: 
1.      Recettori cutanei plantari, barorecettori ( informazione di pressione)
2.    Recettori di Ruffini, nelle articolazioni, nei legamenti, nelle capsule ( apertura angolo articolare e velocita’ di apertura).
3.    Fusi neuro muscolari tonici, non adattabili (rimangono in contrazione per tutto il tempo dello stimolo).
4.     Recettori di Golgi, nei tendini, danno delle informazioni di rigidita’, sulla variazione di forza, sulla tensione ( Riflesso miotatico di stiramento).
Recettori Sovraspinali:
1.      Sistema labirintico.
2.      L’apparato oculomotore esterno.
3.      Il sistema sottoccipitale profondo.
Questa breve  descrizione anatomo-fisiologica della postura e’ gia’ sufficiente per comprendere  l’assoluta interrelazione che esiste tra le diverse strutture del corpo anche se topograficamente lontane.
L’osteopatia si basa proprio sullo studio di queste relazioni   e quando effettuiamo una manipolazione, non si fa altro che mandare delle informazioni al SNC affinche’ il corpo possa trovare l’equilibrio perduto tra le strutture.
In questa visione globale possono collaborare Osteopata e Dentista, tenendo sempre ben presente che se vogliamo parlare di ATM non possiamo fare a meno di considerare tutti gli organi correlati ad essa (sia dal punto di vista strettamente anatomico che da quello fisiologico).
Non mi dilungo ad elencare tutte le possibili relazioni strutturali  dell’articolazione temporo mandibolare, ma intendo  riflettere meglio su un aspetto a mio avviso fondamentale.
Qualsiasi terapeuta che abbia una visione olistica dell’individuo non considera il sintomo come un nemico da combattere. Quello che a noi interessa e’ porre il paziente al centro del trattamento , usare tutti gli strumenti a nostra disposizione affinche’ sia il corpo a ritrovare la via della guarigione.
Il nostro obiettivo e’ piuttosto partire dal sintomo per arrivare alla causa primaria.
Causa Primaria cioe’ l’evento scatenante la perdita dell’omeostasi corporea che, dalle premesse fatte in precedenza, si puo’ ritrovare in qualsiasi punto “x” del corpo.
Con la propria conoscenza e visuale il Dentista e l’Osteopata possono dunque mettere a disposizione gli strumenti diagnostici e terapeutici specifici per il paziente al fine di  proporre un intervento terapeutico olistico.

a cura di Alessia Beltramme

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