23 Settembre 2020

Il corpo pranico individuale metodi naturali

Prima di introdurre il discorso sulla mummificazione spieghiamo brevemente in che cosa consiste il fenomeno inverso, vale a dire, la decomposizione.

La decomposizione (impropriamente detta putrefazione) è il processo di disfacimento dei tessuti di organismi viventi che si disaggregano nelle forme più semplici della materia, dopo la morte. La scienza che studia la decomposizione è definita tafonomia.
Gli studiosi sono d’accordo nell’affermare che la decomposizione inizi al momento della morte, immediatamente dopo di essa, anche se la visibilità esterna dei suoi effetti sia relativamente successiva. In questa fase la decomposizione avviene principalmente per due ordini di fattori: autolisi, ovvero la dissociazione dei tessuti dai propri prodotti chimici interni del corpo ed enzimi e putrefazione propriamente detta, cioè la scissione degli elementi costitutivi operata da batteri.
Le sostanze organiche, destinate alla decomposizione, se sottoposte all’azione del prana perdono peso, divengono durissime, leggerissime e appaiono del tutto prive di liquidi, cioè completamente disidratate; in una parola “mummificate”.
Il processo di mummificazione ad opera della bioenergia interrompe il processo biologico della decomposizione, altrimenti inevitabile.
I pezzi mummificati, anche se immersi in acqua fino a riprendere l’aspetto primitivo, non si decompongono più; sono consegnate all’eternità.
Il “test di mummificazione di tessuto animale” rientra nei metodi tradizionali di verifica delle doti praniche e secondo quanto asserisce il dott. Lapi in Nuova pranoterapia: “Questa “prova” è una prova con tutti i caratteri della scienza galileiana, in quanto il pranoterapeuta è in grado di ripetere l’esperimento in qualunque occasione e il ricercatore incredulo deve constatare che il fenomeno si verifica ed è ripetibile sempre!”
Nella mummificazione di materia organica deperibile agiscono tre bande di emissione:
     Banda dell’infrarosso che generando calore disidrata la materia
     Banda dell’ultravioletto che annienta la flora batterica responsabile della putrefazione che è così impedita
     Onde a bassa frequenza (chirofrequenze) che agiscono a livello molecolare alterando quindi la struttura della materia, anche se all’esame istologico risulta sempre riconoscibile l’impronta architettonica generale.
Nel caso della mummificazione, per mezzo delle onde elettromagnetiche emesse dalle mani del pranoterapeuta, non si ottiene il ripristino dell’omeostasi, bensì una modificazione della materia la quale diviene inattaccabile dai normali processi di degradazione. Quando questo processo è bene avviato procede spontaneamente senza ulteriori trattamenti.
Essendo il test di mummificazione un metodo di verifica tradizionale e non ancora “scientifico” delle capacità bioenergetiche, merita una grande attenzione da parte di tutti i pranoterapeuti.

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