26 Marzo 2019

Il simbolismo del kanji reiki

Prima di entrare nella descrizione del significato delle singole linee che compongono il simbolismo del Reiki vorrei chiarire il perché della potenza di un simbolo e, per farlo mi avvarrò delle idee di Carl Gustav Jung, fondatore della teoria analitica.
Simbolo è una parola che deriva dal greco e significa COMPORRE METTERE INSIEME. Esso è un mezzo di comunicazione molto potente e, a ben vedere tutta la storia dell’umanità è attraversata da simboli alcuni dei quali sono UNIVERSALI mentre altri, sono tipici di una determinata cultura.
Jung a proposito del simbolo dice che “una parola o un’immagine è simbolica quando implica qualcosa che  sta al di là del suo significato ovvio ed immediato. Essa possiede un aspetto più ampio, “inconscio” che non è mai definito con precisione o compiutamente spiegato. Né si può sperare di definirlo o spiegarlo. Quando la mente esplora il simbolo, essa viene portata a contatto con idee che stanno al di là delle capacità razionali.” 
Il Kanji come qualsiasi altro simbolo è collegato, sempre secondo la visione junghiana, all’inconscio collettivo il quale rappresenta quella porzione di inconscio che trattiene e trasmette l’eredità psicologica dell’intero genere umano; secondo Jung la mente umana ha una propria storia ed è in grado di conservare le tracce del suo stato di sviluppo anteriore. Questo significa l’uomo, a livello cosciente può ignorare  Kanji ma, inconsciamente  risponde ad esso i quanto, la sua mente intuitiva, analogica è in grado di riconoscerlo e di entrare in risonanza emotiva con lui. Il  Kanji Reiki racchiude significati complessi e potenzialità che sono collegate da un lato ad una  protezione personale e dall’altro allo sviluppo evolutivo dell’essere. Il Kanji Reiki una volta che viene esposto nell’ambiente è in grado di emettere questo tipo di energie —protezione sviluppo- e quindi di portare l’uomo alla consapevolezza.
Queste prerogative rendono il Kanji Reiki una rappresentazione archetipica in quanto contiene al suo interno l’energia.
È  tramite gli archetipi che l’umanità, ha potuto dare  forma all’esperienza infatti, ogni rappresentazione archetipica è importante in quanto in grado di esprimere da un lato la specifica relazione dell’individuo con un elemento significativo della sua esistenza, dall’altro la connotazione affettiva che lega l’uomo a tale relazione. In quest’ottica l’  l’archetipo può essere inteso come un insieme infinito di relazioni possibili. Il simbolo è quindi, una di queste immagini la quale, quando viene attivato è in grado di riportare alla coscienza “qualcosa” che appartiene all’umanità intera; il simbolo è quindi qualcosa di già presente in noi in quanto appartenente alla psiche inconscia collettiva, quella psiche che secondo Jung accomuna tutti gli esseri umani a prescindere dalla razza e dalla cultura a cui appartiene. Il simbolo del REIKI è quindi già presente in ognuno di noi.
Mikao Usui infatti, ha riscoperto il Kanji Reiki in un momento di meditazione momento che, in psicologia analitica, corrisponde al ripiegamento dell’energia personale verso l’interno; tale ripiegamento prende il nome di  enantiodromia ed essa.
si verifica quasi universalmente là dove una direttiva completamente unilaterale domina la vita cosciente, così che col tempo si forma una contrapposizione inconscia altrettanto forte, che dapprima si manifesta con un’inibizione delle prestazioni della coscienza e in seguito con un’interruzione dell’indirizzo cosciente” (C.G.Jung dizionario junghiano, 1977).
Il fenomeno dell’enantiodromia era conosciuto già dagli antichi greci tanto che Eraclito affermava “ciò che si oppone conviene, e dalle cose che differiscono si genera l’armonia più bella, e tutte le cose nascono secondo gara e contesa” (Eraclito, frammenti).
Questo è il motivo per cui come maestro trovo importante per chiunque partecipi ad un seminario impari a tracciarlo; questo simbolo è il simbolo dell’energia primordiale e nella sua espressione esso simboleggia il Cielo, le nuvole, il tuono, il lampo, la pioggia e non in ultimo il ringraziamento dell’uomo a Dio per i doni che quotidianamente da Lui riceve.

A cura della Dott.ssa Marina Visvi

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