16 Giugno 2019

Mikao Usui il riscopritore del Reiki

Le origini del reiki hanno i con torni sfumati di una leggenda, e avvolta di mistero resta ancora la figura di Mikao Usui, che ha un ruolo importante nella storia di questa terapia. Il reiki ha una storia recente che però si riallaccia a tradizioni lontane: secondo quanto è stato tramandato, questa tecnica di  guarigione risalirebbe a 2500 anni fa e avrebbe come luogo di nascita il Tibet, ma fu riscoperta solo nella seconda metà dell’Ottocento, in Giappone. Tuttavia, ai fini della sua validità terapeutica questo ha ben poca importanza. Il riscopritore del reiki, vero o leggendario che sia, ci ha regalato una bella storia di realizzazione spirituale.
Mikao Usui conduceva un’esistenza tranquilla e regolare, divisa tra le preghiere, gli studi e l’insegnamento in una scuola cristiana a Kyoto. Un giorno, un giovane studente gli pose una domanda forse banale, forse provocatoria, ma che comunque lo indusse a una profonda riflessione e spinse Mikao Usui a una lunga ricerca, conclusasi con una scoperta rivoluzionaria.
Il giovane in questione chiese se il professore accettasse in toto i contenuti della Bibbia. “Credete anche ai miracoli di cui si racconta nella Bibbia, in particolare dove si par la delle guarigioni ottenute da Gesù tramite l’imposizione delle mani?”. Ebbene, lo studente dichiarò che invece, da parte sua, queste guarigioni avrebbe voluto vederle prima di potersi esprimere. Rientrai a casa in uno stato d’animo turbato. Come aveva potuto perdersi questa capacità taumaturgica di cui facevano uso Gesù e i primi discepoli? E, soprattutto, in che cosa consisteva? Ebbero così inizio sette anni di lunghi studi sui testi di teologia e compii delle ricerche che risultarono però vane
Nel corso degli studi Mikao Usui si resie tuttavia conto che queste miracolose guarigioni non erano appannaggio del solo Gesù: anche Buddha usava imporre le mani per guarire i sofferenti. Capì che non poteva limitarmi a studiare una singola religione, ma che tutte le forme di spiritualità erano valide e preziose. Tornò allora in Oriente, dove si dedicò allo studio di antichi manoscritti in cinese e in sanscrito. Fu in un antico manoscritto tibetano che trovò finalmente la risposta: scoprì alcuni simboli che contenevano la chiave di quanto andava cercando. Ma come utilizzarli? Decisè allora di ritirarsi su una montagna solitaria a meditare e digiunare. Lungo la strada raccolse ventuno sassolini – il numero dei giorni che intendevoa trascorrere in preghiera e riflessione.
Giunto nel suo eremo, dispose i sassolini davanti a se: intendeva gettarne uno alla fine di ogni giornata. Purtroppo a uno a uno se ne andarono qua si tutti i sassolini, senza che i quesiti trovassero risposta.
Venne infine l’ultima notte del ritiro. Mikao Usui era ormai rassegnato alla sconfitta quando vide un bagliore dirigersi verso di se, lacerando l’oscurità. Rimase come ipnotizzato davanti a questo spettacolo, affascinante e terribile allo stesso tempo.
Il bagliore lo colpì direttamente sulla fronte, scomponendosi poi in infinite bollicine che sembravano contenere tutti i colori dell’arcobaleno. Investito da tutte quelle tinte vivide e luminose, assistette incantato a questo fantastico caleidoscopio che lasciò improvvisamente spazio a una forte luce bianca.
Lì, iscritti a lettere d’oro, lesse i simboli di cui andava cercando il significato. Perse allora conoscenza. Quando si risvegliò, il sole era alto nel cielo. Ripartì immediatamente. Non poteva più attendere, ora che aveva una missione da svolgere in mezzo alla gente, ora che era in grado di alleviare le sofferenze. E a nient’altro volle dedicarsi, fino all’ultimo giorno.

tratto da “REIKI” di G. Lomazzi  ediz. Vallardi

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