25 Giugno 2019

Primo livello – attivazione

Per accedere al primo livello occorre ricevere quattro attivazioni, necessarie a liberare i canali e a consentire la libera circolazione dell’energia. Per questo motivo si parla di “attivazioni energetiche”.Esse vengono suddivise in quattro fasi separate per consentire all’allievo di assorbire l’energia poca alla volta, e non tutta insieme.
La regola base prevede che il seminario duri due giorni e si diano due attivazioni per volta. Ma questo dipende anche dal numero dei partecipanti al corso.
Durante il  seminario vengono aperti i primi quattro chakra, e con essi il canale energetico esistente tra il chakra del cuore e il chakra corona. Con l’apertura dei chakra superiori viene permesso l’accesso del flusso energetico al corpo fisico. Infatti, il primo livello viene anche chiamato “livello fisico”.
In seguito viene insegnata la posizione delle mani e vengono mostrate le varie posizioni necessarie per compiere i trattamenti. A questo punto, gli allievi sono incoraggiati ad esercitarsi, applicando gli insegnamenti ricevuti. Si effettuano allora dei trattamenti di gruppo (cioè tutti insieme si tratta una persona, e ognuno pone su di essa tutte e due le mani) e lo scambio di reiki fra gli allievi, il tutto sotto la direzione del maestro. Lo scambio di reiki è molto importante perché contribuisce a sentire maggiormente il passaggio del flusso energetico.
Infatti occorre tener conto che quanto più si lavora con l’energia, tanto più essa fluisce. Dopo aver ricevuto l’attivazione, si può essere colti da molti dubbi. Infatti alcuni percepiscono il passaggio dell’energia (magari sotto forma di un formicolio alle mani); altri invece non sentono assoluta mente nulla. Infatti, tal volta queste sensazioni si possono avvertire solo in seguito.
Un altro dubbio che assilla chi è agli inizi riguarda la posizione delle mani o il timore di dimenticare qualche passaggio dei trattamenti. Se questo accade, non ci sono conseguenze il reiki è una energia intelligente, e si dirige spontaneamente dove c’è più bisogno del suo intervento. È sempre possibile tenere accanto a sé lo schema riassuntivo delle posizioni, e consultarlo in caso di necessità.
C’è poi il timore di non intervenire nel modo giusto o di provocare degli squilibri nel ricevente, ma questo non è possibile: prima di tutto perché il terapeuta è sempre uno strumento del reiki, e poi perché è il reiki stesso che “ci dice” dove tenere di più le mani e dove meno. Con la pratica si capirà comunque quali parti hanno più bisogno di energia e quali meno, e si agirà di conseguenza. A questo punto si è pronti per cominciare a dare il reiki.
Dopo aver conseguito il primo livello, è già possibile fare molte cose: il trattamento completo e quello rapido, l’autotrattamento, il trattamento di gruppo e l’equilibratura dei chakra. Oltre alle persone, si possono trattare gli animali, gli oggetti, i farmaci, gli ambienti. Il consiglio che danno quasi tutti i maestri è di trasmettere il reiki con una certa costanza. Per prima cosa, sarebbe un peccato disporre di un dono tanto prezioso e trascurarlo senza motivo. E poi, trasmettere il reikici garantisce l’equilibrio interiore e l’espansione della coscienza e, con questi, il benessere spirituale e mentale.
Non è indispensabile sottoporsi anche alle attivazioni di secondo livello. L’allievo che desidera progredire può comunque pensare di seguire il corso relativo. Ma l’accesso può non essere aperto a tutti, come avviene nel caso del primo. Bisogna infatti mostrare di possedere certi requisiti, come vedremo tra poco.

tratto da “REIKI” di G. Lomazzi  ediz. Vallardi

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