16 Giugno 2019

Secondo livello – Mentale

Dopo aver fatto esperienza per almeno 3 mesi con le conoscenze del primo livello, si può decidere di accedere al secondo livello. Non è una decisione automatica: qualcuno potrà non decidere mai di farlo, qualcuno potrà aver bisogno di un certo tempo per prendere una decisione, qualcun altro potrebbe non essere pronto e avere bisogno di riflettere e fare ulteriori esperienze.
Mentre con il primo livello si portano alla coscienza solo gli strati superficiali della propria personalità e si accede a una serie di trasformazioni e cambiamenti spirituali, con il secondo si accresce l’equilibrio appena raggiunto e ancora immaturo e si approfondisce la ricerca in strati più nascosti. Ciò significa che esso ci avvicinerà maggiormente al centro di noi stessi, ci spingerà a cercare un equilibrio tra le va rie parti della psiche (inconscio, subconscio, Io, Super Io), e infine a raggiungerlo. Durante il seminario di secondo livello, per prima cosa vengono aperti gli ultimi tre chakra, completando così il canale energetico. Vengono inoltre insegnati i tre simboli (o chiavi) apparsi a Usui in cima alla montagna, durante l’ultima notte del suo ritiro spirituale.
Tramite questi simboli, saremo in grado di inviare il reiki mentalmente, a persone che possono trovarsi all’altro capo del mondo. In questo tirocinio l’obiettivo non sarà la perfezione, raggiungibile da poche persone illuminate e alla fine di un lungo pro cesso, ma l’accettazione di se stessi, con tutti i propri limiti: cosa che è il presupposto dell’accettazione degli altri. Con il secondo grado, si lavora molto su se stessi, e questo lavoro ha lo scopo di farci raggiungere un sempre maggiore equilibrio.
Per esempio, è possibile anche eliminare le proprie paure. Quando ci accorgiamo di aver paura di qualcosa, di grande o di piccolo (timore della morte o, pii semplicemente, di salire su un aereo) si può inviare il reiki a se stessi immaginando si in quella situazione.
A volte, troppa parte del seminario viene dedicata unicamente all’apprendimento dei tre simboli. In fatti bisogna imparare a pronunciarne il nome e a disegnarli; dopo di che si imparano a memoria la loro forma e i loro nomi e si bruciano i fogli su cui sono stati disegnati (i simboli sono rivelati solo a chi ha ricevuto l’attivazione e si chiede quindi che vengano mantenuti segreti). Indubbiamente si tratta di un’operazione mnemonica abbastanza complessa; ciò nonostante, ci sono altri aspetti importanti.
È altrettanto importante comprendere a fondo il loro significato e tutte le possibilità di utilizzo che ne derivano. Per facilitare il compito vengono ripetuti anche i mantra corrispondenti a questi simboli. Nell’insieme, si tratta di una cerimonia molto suggestiva, e questo vale anche per le attivazioni del primo livello. In entrambi i seminari si crea, attraverso questo tipo di lavoro di gruppo, un forte senso di unione e fratellanza, al punto che in molti casi i partecipanti fanno fatica a separarsi alla fine del corso.

tratto da “REIKI” di G. Lomazzi  ediz. Vallardi

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