27 Maggio 2019

Il sorriso del bambino

Primo esercizio di rilassamento – il sorriso del bambino
La capacità di sorridere è l’arte di trasformare in curve (a partire dal sorriso) gli spigoli del volto, che a livello simbolico rispecchiano tutti i nostri spigoli interni. Se come dicono le statistiche, nei primi mesi di vita il piccolo sorride in media cinquecento volte al giorno (rispetto a una media dell’adulto di sole 15 volte) possiamo davvero pensare che il corpo del bambino, attraverso il sorriso e la relativa attivazione cerebro-nervoso-endocrina, produca sostanze che gli danno piacere e benessere. E più il piacere è intenso, più il piccolo sorride. E più sorride, più il suo sistema neuro-endocrino viene stimolato….
Uno straordinario percorso circolare che prende origine da una semplice curva sul volto: il sorriso. Sì, la forma curvilinea del sorriso è il punto di partenza di un percorso verso il nostro benessere.
In pratica…   
• Immagina di percorrere un luogo che ti è familiare un luogo in cui sei stato felice durante
infanzia e goditi la sensazione di benessere che ti suscita l’essere in quel luogo… senti sul tuo volto la presenza di un sorriso.., immagina di trovarti in riva al mare e di camminare sorridendo.., sei solo, stai bene… e mentre guardi la linea dell’orizzonte, in lontananza appare un’imbarcazione che lentamente si avvicina…
• Dalla barca scende qualcuno… è un bambino e si dirige verso di te… il suo viso è sorridente.., viene verso dite e ti sorride.., un senso di commozione si impossessa del tuo cuore perché lo hai riconosciuto: quel bambino sei tu!
• Mentre il bambino si avvicina pensi che stai per incontrare “il bambino che sei stato un tempo” e la tua commozione si mescola al suo sorriso, finché scopri che nascono dallo stesso punto, in un luogo nel profondo del cuore… Lo stesso cuore… ora sei molto vicino a lui, il suo viso e il tuo quasi si toccano… il suo sorriso ti pervade.., il suo sorriso innocente.., lo stesso che avevi tu quando su tutte le cose si stendeva il cielo del caso, la sublime luce dell’innocenza… poi, lentamente, il bambino scompare ma qualcosa è accaduto dentro dite: la tua memoria si è impossessata di quel sorriso e tu sai di poterlo rievocare ogni volta che avrai voglia di ascoltare la vita che pulsa dentro dite…
Perché questo esercizio fa bene  
Il bisogno che ognuno di noi ha di sorridere e di ricevere sorrisi si collega al bisogno estremo di armonia che abbiamo nel vivere quotidiano. È quasi un desiderio di ritornare a uno stato infantile in cui non c’era bisogno di stimoli esterni per sorridere, ma l’atto del sorridere nasceva dalla saggezza istintiva del nostro corpo.
Il sorriso innocente di un bambino come disponibilità spontanea a collegarsi con le persone che gli sono familiari. Il sorriso dell’infanzia, senza secondi fini. Il sorrisocome capacità di percepire il mondo, come desiderio di essere percepiti, come disponibilità alla comunicazione. Il sorriso come prima semplice organizzazione dell’io: «io ci sono perché tu sorridi; tu ci sei perché io sorrido, il mio sorriso apre il tuo sorriso». Ma a poco a poco, a contatto con il mondo e con l’adulto, quelsorriso innocente scompare per sempre. E da automatismo fisiologico, fonte fisica di benessere, si trasforma in espressione intenzionale di stati emotivi, manifestazione volontaria. Tutto quello che ci resta è la possibilità di rievocare quelsorriso, di ricostruire, con una specie di sogno immaginativo, quello stato primordiale che abbiamo attraversato.

Tratto dal libro “Guida pratica al Rilassamento e alla Meditazione” – Riza

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