18 Agosto 2019

Il volo dell’aquila

Quinto esercizio di rilassamento – il volo dell’aquila

«In questo periodo mi sento sotto pressione». Chi di noi non ha pronunciato almeno una volta questa frase per segnalare il proprio stato di tensione esasperata e, in particolare, la sensazione di essere sottoposto a richieste, da parte dell’ambiente circostante, al limite delle proprie possibilità? A queste situazioni di super-impegno il nostro organismo cerca di adeguarsi attraverso una serie di modifiche, a livello nervoso e ormonale,  che possono promuovere un’accelerazione del battito cardiaco e del metabolismo generale, e un aumento della pressione arteriosa. Scopo di queste manifestazioni fisiologiche Secondarie è di mantenere ottimale l’irrorazione sanguigna nel momento di tensione psicofisica per garantirsi la massima efficienza e lucidità. Il problema insorge quando i Valori pressori rimangono costantemente alti, anche quando la “pressione” dell’ambiente esterno risulta allentata. Se non riusciamo a stare con le mani in mano, se ci sentiamo a nostro agio solo quando siamo immersi in mille attività, di cui peraltro facciamo in modo di detenere sempre il controllo assoluto, se cerchiamo di affrontare tulle le situazioni in tempi rapidi e con la massima efficienza per non essere mai “colti in fallo”, ebbene, significa che c’è qualcosa che non va. Che le nostre manovre difensive sono attive anche quando non è necessario che lo siano. E lo spreco di energia che ne consegue è elevatissimo.
Con quest’ultimo esercizio di immaginazione, accompagnato da un brano musicale di proprio gradimento , impariamo a tenerci allo giusta distanza dai problemi della quotidianità, a vedere le cose da lontano, dall’alto, invece di esserne vittima. A usare la saggezza, anziché la tensione.
In pratica…  
• Come sempre, prima di cominciare l’esercizio, ti ricordiamo di eseguire la parte comune introduttiva illustrata nelle pagine precedenti. Poi non ti resta che abbandonarti alle note del brano musicale e, a occhi chiusi, in una posizione comodo, immaginare…
• Immagina di trovarti seduto su una roccia in cima a una monta e di contemplare l’immensità del cielo sopra dite.
• Vedi un uccello volare alto nel cielo.., è un’aquila. Le sue ali so n ampie, i suoi movimenti maestosi ed eleganti.
• Ti chiedi che effetto ti farebbe essere anche tu un uccello. Nel frattempo l’aquila sembra averti visto e scende lentamente verso dite. • Si posa sul ramo del grande albero a cui sei appoggiato con la schiena e così puoi guardarla da vicino,vedere tutti i particolari del suo corpo: le zampe robuste, il fitto
piumaggio, il becco ricurvo, lo sguardo acuto.
• Ti senti al sicuro vicino a quell’aquila e provi una forte attrazione nei confronti della sua forza e della sua libertà,
• Quindi chiudi gli occhi e lasci che il tuo corpo riposi profondamente, adagiato comodamente sul grande albero, mentre cominci a sentire che fu sei quell’aquila…
• Riesci a percepire la solidità delle tue nuove zampe, la leggerezza del tuo nuovo corpo, la libertà delle tue nuove ali.. .e senti una gran voglia di volare perché ora il tuo elemento naturale è il cielo.
• Senti le tue zampe staccarsi dalla roccia e, come potenti molle, lanciarli verso l’alto, nel cielo.., le tue ali aprirsi, fluttuare nell’aria… e vedi tutte le cose, sotto di te, allontanarsi, diventare piccole piccole, perdere di importanza…
• Tutto ciò che conta, ora, è l’aria fresca che entra dalle tue narici, l’energia che elettrizza il tuo corpo, il vento che muove le tue piume… mentre tieni le grandi ali aperte e ti lasci trasportare dalle correnti. Tu e il vento.., tu e il cielo. ,,tu e la natura… tu…
• Lascia dolcemente sfumare l’immagine dell’aquila e riporta l’attenzione sul tuo corpo che respira.
• Poi inizia a ruotare lentamente i polsi, a muovere le mani, le braccia,le gambe,i piedi… e, quando ti senti pronto, apri gli occhi.
Perché questo esercizio fa bene  
Questo esercizio di rilassamento risulta particolarmente indicato per chi soffre di ipertensione. In linea generale si possono distinguere due tipologie di ipertesi. Vi sono quelli che si permettono di manifestare la loro ipertensione anche in ambiti diversi da quelli corporei, attraverso l’iperattività fisica e mentale, la loquacità eccessiva, l’irruenza, dando quindi libero sfogo, almeno ogni tanto, alle loro passioni e pulsioni (rabbia, sessualità, entusiasmo). Ma vi sono anche quelli che, non concedendosi neppure queste piccole “trasgressioni”, mantengono sempre e comunque la piena lucidità e il controllo della situazione, misurando ogni parola e gesto senza mai perdere la calma. Appare chiaro che, per i primi, le puntate ipertensive spesso coincidono o precedono i momenti di sfogo (che, il più delle volte, rimangono comunque circoscritti a determinati ambienti, persone o circostanze vissuti come familiari). ma per il resto la loro pressione del sangue risulta quasi normale. Per gli altri invece l’ipertensione rappresenta una costante come costante è la loro “compressione” di impulsi e istinti. Più duratura e costante, quindi, si delinea l’ipertensione dei secondi. In entrambi i casi è controproducente qualsiasi tentativo di “controllare” la propria emotività; più utile è invece imparare pian piano ad accettarla e a viverla in ambiti sempre più allargati.

Tratto dal libro “Guida pratica al Rilassamento e alla Meditazione” – Riza

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