18 Agosto 2019

La Cascata

Quarto esercizio di rilassamento – la cascata

Con questo esercizio di immaginazione, accompagnato da un brano musicale di proprio gradimento, impariamo a lasciarci andare, a dare finalmente libero sfogo a tutto quanto giorno dopo giorno tratteniamo e reprimiamo dentro di noi. Riuscire ad abbandonarsi allo slancio delle proprie emozioni senza il timore di perdere il controllo, smettere di ponderare i gesti e le parole, di analizzare e valutare ogni cosa che ci accade usando il filtro della razionalità, è il modo migliore per alleggerire la testa e rinnovare la personalità.
In pratica…  
• Prima di iniziare, ricordati come sempre di eseguire la parte comune introduttiva. Dopodiché, con la musica come sottofondo, mettiti comodo, chiudi gli occhi e immagina…
• Immagina di essere all’interno di una caverna. Le pareti e il soffitto sono di sassi ricoperti di muschio. L’aria è umida… lo puoi sentire anche dall’odore. Non ci sono rumori: soltanto il suono regolare delle piccole gocce di acqua fresca che cadono continuamente dal soffitto. Poca luce proviene dalle fenditure nella roccia e l’ambiente è tranquillo.
• Ti guardi intorno, prendi confidenza con l’ambiente e inizi a camminare. Non ci sei mai stato prima…eppure ti senti al sicuro.
• La caverna è ampia e tu pensi che, se provassi a parlare, la tua voce farebbe l’eco, A… Aaaaaaaa! E… Eeeeeeee!
• A un certo punto scorgi, in un punto imprecisato, non molto lontano da dove ti trovi tu, una pozza d’acqua. Luccica. Un flebile raggio di luce la fa brillare come l’argento.
• Incuriosito, ti avvicini lentamente, addentrandoti sempre di più all’interno della grotta. Man mano che avanzi, ti rendi conto che si tratta di una pozza molto più grande di quello che pensavi. Sembra un piccolo lago di acqua purissima. Non resisti alla tentazione… e decidi di entrare.
• Decidi di immergere prima i piedi. La sensazione di benessere che il contatto con l’acqua limpida, fresca e pulita ti dà,è immediata. Decidi di lasciarti scivolare dentro con tutto il corpo… lentamente.
• Un’energia nuova sembra impadronirsi dite, ti senti rigenerato, rinvigorito. Ti viene voglia di giocare, di saltare, di spruzzare dappertutto. E ridi.., come quando eri bambino!
• Poi ti accorgi che da quel piccolo lago parte un rivolo che scorre lungo il pavimento della caverna… nella direzione opposta rispetto a dove sei entrato tu. Lo guardi incuriosito e ti chiedi dove sfocerà.
• Senti la corrente fare forza sul tuo corpo in quella direzione, ma tu hai i piedi puntati per terra e non ti muovi. Ti chiedi cosa succederebbe se ti lasciassi andare…
• Alzi un piede da terra e lo senti richiamato dalla forza della corrente. L’acqua lo accarezza energicamente e ne solletica la pianta. Divertito, alzi anche l’altro e immediatamente ti senti trascinare via… Inizia scorrere veloce insieme all’acqua , girando su te stesso, perdendo completamente il controllo della posizione del tuo corpo. Non ti opponi… ti lasci trasportare… È una sensazione bellissima. Non c’è niente che tu debba fare o non fare.., soltanto lasciarti andare. Presto il rigagnolo diventa un fiume più grosso.
• L’acqua, intorno a te, forma una schiuma bianca e frizzante che ti spruzza il volto.., mentre tu scorri sempre più velocemente nei meandri della caverna.
• Ridi divertito.., giri su te stesso… ti capovolgi… ti immergi per poi riemergere… ti perdi per poi ritrovarti… curvi e poi prosegui diritto… E più la velocità diventa intensa, più la corrente diventa forte, più l’acqua ti avvolge e ti coinvolge, più perdi la consapevolezza dei tuoi limiti e dei tuoi confini… più stai bene.
• Concentrati sulle sensazioni che provi a venire trasportato dall’acqua mentre la corrente diventa più forte, sempre più forte, ancora di più… e lasciati andare alle rapide, mentre il vento ti scompiglia i capelli e gli spruzzi ti bagnano il volto… sempre di più,.. e vai… giù…
• Intanto, là in fondo, proprio davanti a te, ecco la luce del sole. Le vai incontro.., velocemente… trascinato dalla corrente. E la percepisci sempre più intensa, sempre più luminosa. Ti attira verso di sé con il suo calore, la sua intensità e tu non puoi resisterle. Veloce, sempre più veloce,..
• Sei fuori! Sei in mezzo a un’enorme distesa d’acqua spumeggiante, luccicante… e calma.
• Lasciati cullare dal suo movimento lento e respira.,. E mentre l’immagine dell’acqua sfuma, fino a scomparire, goditi ancora per qualche istante la sensazione di libertà della tua mente e il senso di benessere del tuo corpo… il tuo corpo sostenuto e accolto dalla superficie d’appoggio, con la quale prendi gradualmente sempre maggiore contatto.
• Riporta l’attenzione sugli stimoli che provengono dall’esterno: i rumori, gli odori, la temperatura… inizia a muovere lentamente le mani, le braccia, i piedi… e quando ti senti pronto… apri gli occhi.
Perché questo esercizio fa bene  
L’interpretazione simbolica dell’immagine che viene proposta in questo esercizio rimanda al tema del sangue come Veicolo delle emozioni nel corpo.
Chi si vanta di essere affidabile, puntuale, responsabile, e per questo viene preso come punto di riferimento da parenti e amici; chi ha la tendenza ad addossarsi anche i problemi degli altri, più per senso del dovere che per altruismo; chi ha, insomma, come si suoi dire, “la testa sulle spalle”… può trarre particolare vantaggio da questo esercizio.
Sede della coscienza e di tutte le attività che riguardano il pensiero, l’immaginazione e la ragione, la testa occupa spesso nella loro esistenza uno spazio troppo grande a svantaggio di un istinto troppo inibito.
E il sintomo della cefalea interviene quasi sempre proprio per evitare che questo accada. Nel cercare l’origine del mal di testa dobbiamo dunque partire da questa constatazione fondamentale: esso inibisce la nostra attività mentale per renderci “incapaci di ragionare” al fine di ridare giusto spazio alle emozioni, all’inconscio e ai sogni, spesso lasciati nell’ombra.
Creare occasioni per dare libero sfogo a tutto quanto viene abitualmente trattenuto, per imparare a non misurare più i comportamenti, per smettere di programmare ogni cosa, per cedere all’ascolto delle emozioni che nascono dalla pancia e lasciarsi andare passivamente a ciò che sente il corpo, è quindi l’unico modo per liberarsi definitivamente dalla cefalea.
Via libera ai cambi di programma, dunque, alle improvvisazioni. alle decisioni dell’ultimo momento. Solo se ci permettiamo di vivere qualche imprevisto possiamo incamminarci sulla via che porta verso la risoluzione definitiva del mal di testa.

Tratto dal libro “Guida pratica al Rilassamento e alla Meditazione” – Riza

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