27 Maggio 2019

Nel Labirinto

Secondo esercizio di rilassamento – nel labirinto

Con questo esercizio di immaginazione, accompagnato da un brano musicale di proprio gradimento, andiamo a percorrere un cammino lungo e tortuoso, avventurandoci nei meandri di un labirinto buio e opprimente, in direzione di una nuova luce ritrovata. Scopo di questo viaggio è l’incontro con quella che Jung definisce la “parte ombra” della nostra personalità, sede degli istinti e della sessualità, in funzione di una maggiore integrazione della stessa con il nostro io.
In pratica…  
• Non dimenticare, prima di cominciare l’esercizio, di eseguire a parte comune introduttiva illustrata nelle pagine precedenti. Poi, sull’onda della musica che hai scelto , a occhi chiusi, in una posizione comoda, ascolta e immagina…
• immagina di camminare lungo un sentiero in mezzo a un bosco.
• immagina di sentire i movimenti che fai… piedi che appoggiano sul terreno sconnesso e sterrato di quella strada in discesa.
• immagina di guardarti intorno, di osservare il panorama… e a un certo punto di scorgere in lontananza, proprio davanti a te, laggiù, alla fine del sentiero che stai percorrendo, una vecchia costruzione abbandonata.
• Sembra una vecchia villa.., o forse un castello diroccato. Ti risulta difficile individuarne i tratti perché è ricoperto di rovi ed erbacce. Mentre ti avvicini ti accorgi che è molto grande e terribilmente cupo. Ti incute un certo disagio… ma anche tanta curiosità.
• L’atmosfera intorno è strana, particolare. Noti una porta davanti a te, massiccia, di legno, con un grosso pomello di ottone esattamente al centro.
• Ti avvicini lentamente. La osservi per un po’ e poi decidi di aprirla e oltrepassarla. All’interno è molto buio e ti è difficile orientarti.
• All’inizio non vedi nulla. Ma non hai paura: anche se non ci sei mai stato prima, è come se conoscessi quel posto da sempre.
• Qualcosa di peloso ti sfiora la mano! La ritrai bruscamente provando una sensazione di disgusto e resti immobile aspettando che i tuoi occhi si abituino al buio e inizino a intravedere qualcosa.
• L’aria è densa. C’è cattivo odore lì dentro: probabilmente è il legno marcio. Una parte dite vorrebbe andarsene da quel posto lurido e angusto. ma c’è qualcosa che li dice che devi andare avanti.
• Finalmente vedi.,, ragnatele… polvere.., fango… Quindi ti incammini, lentamente, per il corridoio. È molto stretto e tortuoso… pieno di curve e di diramazioni. Sembra un labirinto! Vai avanti senza pensare… scegli il percorso seguendo l’istinto. E mentre cammini osservi tutto con molta attenzione. Cerchi di cogliere i particolari.
• I tuoi piedi sono umidi e le tue scarpe sporche di fango aria è pesantissima… sulle pareti umide vi sono muschi brulicanti di insetti… Tutti i corridoi sembrano uguali. Tanto che, a un tratto, ti sembra di girare a vuoto, di esserti perso all’interno di quellabirinto. Non vedi alcuna via d’uscita. Forse ti trovi al centro perché noti che è più buio li e c’è pochissima aria.
• Stranamente quell’odore ti dà meno fastidio, adesso, e ti senti anche tu parte di quell’atmosfera.
• Di tanto intanto, qualche animaletto viscido ti attraversa la strada, infilandosi in un buco. Ti chiedi se si tratti di topi… In un altro momento proveresti paura e disgusto… ma ora sei tranquillo: li guardi con simpatia… ti senti anche tu un po’ come loro in questo momento!
• A un tratto il percorso si fa più lineare: diminuiscono le curve e i bivi. La strada diviene soltanto una. Le pareti del corridoio si allargano e, qua e là. qualche flebile fascio di luce irrompe nella penombra.
• L’aria è più respirabile. Pensi che devi essere in prossimità dell’uscita di quel luogo buio e misterioso e acceleri il passo. La luce si fa sempre più intensa.., l’aria sempre più fresca… il terreno sempre più asciutto. E finalmente arrivi fuori. Il sole splende e c’è molta luce… così tanta che devi chiudere gli occhi per qualche istante, prima di abituarti. L’aria è fresca e profumata. L’erba, sotto i tuoi piedi. di un verde intenso.
• Ti guardi intorno meravigliato…  come se fosse tutto nuovo.., come se vedessi tutto per la prima volta. E respiri.
• Lascia ora, lentamente, sfumare quest’immagine.., fino a farla completamente scomparire… godendoti ancora per qualche istante la sensazione di libertà della tua mente e il senso di benessere del tuo corpo… il tuo corpo sostenuto e accolto dalla superficie d’appoggio, con la quale prendi gradualmente sempre maggiore contatto.
• Riporta l’attenzione sugli stimoli che provengono dall’esterno: i rumori, gli odori, la temperatura… e dopo aver fatto qualche respiro profondo, inizia a ruotare lentamente i polsi, a muovere le mani, le braccia, le gambe, i piedi… e quando ti senti pronto… apri gli occhi.
Perché questo esercizio fo bene 
Dato il simbolismo delle immagini qui utilizzate, questo esercizio appare particolarmente indicato per chi soffre di disturbi del tratto intestinale.
La rappresentazione mentale cui rimanda più immediatamente l’intestino con la sua forma tortuosa, infatti, è proprio quella del labirinto, luogo buio e angusto dove tutto ciò che avviene sfugge totalmente al controllo della coscienza.
Contenitore di rifiuti e di scarti, l’intestino rappresenta la sede degli istinti e della sessualità, di tutti quei “pensieri sporchi” di cui il colitico si vuole simbolicamente liberare. In molti rituali religiosi i sacerdoti si purgano e digiunano prima di avvicinarsi al sacro. Cercano cioè di arrivare, attraverso la pulizia interna del corpo, a purgare anche la mente.
E lo stesso fa chi soffre cronicamente di colite: eleggendosi “sacerdote di se stesso”, tenta la purificazione delle parti sporche della sua personalità.
Non riconoscendo ai prodotti e alle funzioni dell’area bassa del corpo alcun valore positivo, dunque, chi soffre di disturbi del tratto intestinale impedisce la loro fisiologica integrazione in un ciclo naturale, che alterna continue morti e rinascite nel corpo e nello spirito.
Lo sporco, il buio, e in ultima istanza l’idea di morte che vengono simbolicamente associati all’intestino, sono alla base e segnano l’inizio di un nuovo processo vitale.
Esattamente come il concime, in natura, rivela la propria ricchezza in quanto fornitore di sostanze biologiche importanti per la terra…

Tratto dal libro “Guida pratica al Rilassamento e alla Meditazione” – Riza

 

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