27 Maggio 2019

Artrosi

Oggi la scienza ha dimostrato che l’artrosi non è conseguente all’usura, ma è una malattia vera e propria (in alcuni casi anche con implicazioni genetiche), caratterizzata da alterazioni metaboliche del condrocito, ossia della cellula propria della cartilagine.
Non sempre l’evoluzione è lenta. Studi e ricerche hanno dimostrato l’esistenza di artrosi a lenta progressione e di artrosi a rapida progressione. Questa condizione ha una componente infiammatoria, ma non è una malattia infiammatoria.
Di artrosi soffrono 4 milioni di persone, l’80% degli anziani e il 18% dei soggetti in età lavorativa (da 19 a 60 anni).
È una patologia apparentemente banale, ma in realtà umanamente e socialmente pesante: l’artrosi dell’anca e del ginocchio obbligano a un numero considerevole di interventi di artroprotesi; inoltre spesso l’artrosi porta all’invalidità e ricordiamo che lo Stato paga ben 11 mila miliardi di pensioni di invalidità solo per le malattie reumatiche!
Fortunatamente certe forme di artrosi possono essere prevenute, o modificate favorevolmente do provvedimenti presi in fase pre-artrosica.
A chi rivolgersi 
Nessuna malattia subisce così tanti interventi terapeutici come l’artrosi.
Questo si verifica perché la patologia ha più fasi cliniche (dalla sensazione di rigidità ai movimenti a scatti, da remissioni anche spontanee ad aggravamenti improvvisi anche con notevole limitazione dei movimenti), perché si manifesta a diverse età (a partire dai 19) e infine perché può interessare tutti i distretti corporei ove vi sia un’articolazione.
Un’altra causa dei molti trattamenti antiartrosi è la confusione riguardante, finalmente in via di risoluzione, quale debba essere lo specialista a cui rivolgersi.
Due sono gli specialisti di riferimento: l’ortopedico e il fisiatra. L’ortopedico è un chirurgo e un fine diagnosta dei danni anatomici muscolo-scheletrici; il fisiatra è un internista che si occupa della rieducazione delle funzioni e un fine diagnosta di quante e quali sono le possibilità di recupero della persona e di come stimolarle al massimo.
Nessuno dei due è più importante dell’altro, singolarmente hanno le loro specifiche competenze e la terapia anti ar[rosi migliore è la collaborazione tra i due in funzione di una prevenzione-cura-migliore qualità della vita della persona che rischia o presenta artrosi.

Tratto dal libro “Mal di schiena” – RIZA

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