17 Luglio 2019

Le Terapie fisiche strumentali

Terapie fisiche
Terapie fisiche

I progressi tecnologici degli ultimi decenni consentono oggi ai medici di utilizzare le energie fisiche a scopo terapeutico.

In particolare proprio nel campo dei dolori di origine osteomuscolare  e la lombalgia è tra questi – le terapie fisiche offrono molti vantaggi, talora determinanti ai fini del successo della cura. Non dobbiamo però per questo pensare che possano risolvere da sole tutti i problemi. Anzi, nella maggior parte dei casi l’effetto migliore viene offerto dall’associazione con altre forme di cura, soprattutto con la cinesiterapia (dal greco cinesis, “movimento”). Diamo ora uno sguardo alle principali forme di queste terapie.
L’elettroterapia 
È stato dimostrato che la terapia con correnti elettriche produce una serie di effetti benefici sull’organismo (termici, chimici, elettromagnetici). È il caso della ionoforesi che sfrutta la capacità della corrente elettrica di far migrare verso l’elettrodo di segno opposto gli ioni contenuti in un liquido o in un tessuto. Un farmaco che si lega al flusso di ioni potrà così essere veicolato attraverso i tessuti interessati. La ionoforesi è indicata, a livello lombo-sacrale, nei casi di artrosi e di sciatalgia. Il farmaco, scelto di voi- fa in volta dal medico, può essere un anestetico se siamo in presenza di un dolore acuto, oppure un antinfiammatorio nelle forme infiammatorie. Le controindicazioni sono i vari disturbi della pelle (dermatiti, abrasioni, ipersensibilità cutanea), presenza di pacemaker cardiaco, epilessia, allergia da farmaco o da corrente, vasculopatie. Le TENS (transcutaneous electrical nerve stimulation) agiscono invece in senso prevalentemente analgesico:
• rimuovono, favorendo la vasodilatazione, le sostanze dolorifiche in eccesso, “anestetizzano” le terminazioni nervose dolorifiche;
• liberano le endorfine, sostanze prodotte dall’organismo capaci di non farci sentire il dolore. Sono indicate nel dolore acuto dopo intervento chirurgico, nelle classiche lombalgie acute e nelle varie forme di nevralgia. Non bisogna però abusare dell’elettroterapia: infatti la somministrazione all’organismo di onde elettriche provoca l’assuefazione dei tessuti e dei nervi sensitivi. Per questo motivo il medico suggerisce di alternare fra loro le diverse cure, Le controindicazioni sono le stesse della ionoforesi.
La termoterapia 
Consiste nell’applicazione di calore a scopo curativo. È di due tipi: una esogena, quando il calore viene somministrato da fonti che lo producono direttamente e quindi calde di per sé, e una endogena, quando l’energia fisica trasmessa provoca un aumento di temperatura in profondità, all’interno dei tessuti. Al primo tipo appartengono i raggi infrarossi, di uso frequente. Sono radiazioni elettromagnetiche, vicine al colore rosso dello spettro della luce visibile, che vengono rapidamente assorbite dagli strati superficiali della cute, senza però andare in profondità. Il calore trasmesso produce diversi benefici:
• rilasciamento dei muscoli;
• aumento dell’apporto di sangue e quindi di sostanze nutritive e ossigeno;
• aumento della sudorazione e quindi eliminazione di sostanze di scarico e, come conseguenza di tutto questo, riduzione del dolore. Trovano indicazione nelle contratture muscolari, nelle piaghe da decubito, e come preparazione alle sedute di cinesiterapia Sono pressoché privi di effetti collaterali ma sono controindicati nelle infiammazioni acute, in caso di tumori e gravidanza. Al secondo tipo appartengono due terapie, dotate di una maggiore capacità di penetrazione nei tessuti rispetto agli infrarossi. La marconiterapia, basata sulla generazione di onde corte, ha tra i suoi effetti benefici:
• aumento del metabolismo e del nutrimento cellulare;
• rilassamento muscolare;
• attenuazione del dolore. È l’ideale nel trattamento dell’artrosi della colonna lombosacrale e nelle contratture muscolari, mentre è controindicata in persone portatrici di protesi metalliche o sintetiche nei tessuti da trattare, nei portatori di pacemaker, nelle infiammazioni acute e in presenza di neoplasie e vene varicose. La radarterapia, basata sulla generazione di microonde, offre effetti simili a quelli della marconiterapia, dalla quale si differenzia per il fatto di dare una minore sensazione di calore. È però preferibilmente applicata alle articolazioni non profonde come la spalla, il ginocchio e la colonna cervicale, Le indicazioni e le controindicazioni sono le stesse,
La fototerapia 
È l’applicazione della radiazione della luce visibile e invisibile a finalità terapeutiche, Una è costituita dai raggi infrarossi, che abbiamo visto in precedenza, L’altra dall’attinoterapia, cioè la cura mediante l’utilizzo di raggi ultravioletti (UV), che hanno i seguenti effetti sull’organismo:
• azione contro i batteri;
• miglioramento del trofismo muscolare (cioè della vascolarizzazione e dell’apporto di sostanze vitali);
• produzione della vitamina D che, così come con i raggi solari, avviene proprio a livello cutaneo. Quest’ultimo effetto può essere utile nell’osteoporosi e nel rachitismo, In generale viene usata per la sua azione decontratturante sulla muscolatura.
La laserterapia 
Sempre più impiegata negli ultimi anni, offre diversi benefici:
• innalza la soglia di percezione del dolore nella zona di applicazione, dando quindi un effetto analgesico;
• stimola la riparazione dei tessuti e aumenta il flusso sanguigno nella stessa zona con conseguente azione antinfiammatoria e antiedemigena (vale a dire di riduzione del gonfiore). Si rende quindi utile nelle lombosciatalgie di natura infiammatoria e – in associazione con altre terapie – nel trattamento delle piaghe da decubito e nelle lombalgie croniche. È controindicata in caso di tumori e gravidanza.
Gli ultrasuoni 
Infine anche le vibrazioni meccaniche (ultrasuoni) producono buoni effetti curativi. Propagandosi infatti nei tessuti, e onde ultrasonore esercitano un vero e proprio “micromassaggio” delle cellule, stimolando così la loro attività. Inoltre la vibrazione crea calore, che aumenta l’afflusso di sangue nelle zone interessate anche in profondità e favorisce il rilassamento muscolare, con conseguente riduzione dei dolori da tensione o da spasmo. Sono pertanto indicate nelle lombalgie da artrosi, per facilitare il riassorbimento di ematomi, per aumentare la “plasticità” dei tessuti e per ridurre la contrattura e gli spasmi muscolari. Sono controindicate in presenza di articolazioni dotate di epifisi ancora fertili, fratture con ritardo di consolidazione o pseudoartrosi, malattie infettive contagiose in corso, T.B.C., marcata osteoporosi.

Tratto dal libro “Mal di schiena” – RIZA

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