08 Dicembre 2022

Il linguaggio dei sogni

Il linguaggio dei sogni è il linguaggio dell’infinito e non risponde ai consueti parametri spazio-temporali: si esprime per simboli, parla per metafore, è in grado di presentare sulla stessa che scena elementi uguali e opposti.
Il sogno vale per l’orientamento che suggerisce, senza che gli si gli possano attribuire valenze in assoluto positive o negative, senza pretendere delle indicazioni troppo precise.
Il sogno indica una tendenza, segnala la direzione che la nostra energia interiore è andata assumendo: a noi spetta il compito di cogliere queste indicazioni nel modo migliore.
Le visioni oniriche usano il linguaggio universale ed eterno dei simboli che abita nell’inconscio collettivo e si cela nella segreta memoria biologica di ogni singolo esponente del genere umano. “Interpretare” i sogni significa, dunque, svelare come il patrimonio eterno di saggezza della specie venga a congiungersi con la nostra storia personale: ogni immagine, ogni simbolo onirico, infatti, è il crocevia di queste due dimensioni, quella universale e quella individuale.
Il sogno è lo spazio energetico in cui le paure, i desideri, le emozioni del singolo trovano voce attraverso quelli eterni dell’intero genere umano.
I sogni hanno un loro linguaggio che si allontana dagli usuali parametri di riferimento spazio-temporali. Per cui, per poter decifrare gli “indizi” che il nostro inconscio ci fornisce e quindi per poter raggiungere una maggior consapevolezza di noi stessi e dei nostri “nodi irrisolti”, è necessario familiarizzare con le figure, gli enigmi, le metafore e i simboli che costituiscono l”abc” dei nostri sogni.
Di ogni immagine onirica, un animale, un colore, una forma, è necessario imparare a cogliere l’aspetto archetipico e a rapportarlo ai nostri vissuti personali.
Ogni oggetto, pur avendo un suo aspetto universale, viene percepito in modo soggettivo e di volta in volta filtrato, trasformato, arricchito di nuovi contenuti.
Così, per esempio, un cane per una persona può raffigurare le forze istintuali e “randage”, e per un’altra può essere l’espressione di un forte sentimento o bisogno di “fedeltà”.
L’interpretazione dei sogni non è quindi un’operazione che può essere fatta meccanicamente, secondo una ferrea legge di corrispondenza tra immagine e significato. La chiave di lettura è dentro ciascuno di noi.
Possiamo comunque far nostro qualche accorgimento per avvicinarci al cuore del messaggio che il sogno vuole comunicarci.
Le coordinate di base e l’orientamento 
Ogni sogno prende forma in uno spazio particolare: un edificio, una casa, una macchina, un luogo aperto e questi elementi simbolici insieme alle azioni (correre, nuotare, scappare, guardare immobile, pensare, cercare qualcosa) forniscono le coordinate base del sogno. Il sogno può assumere un aspetto dinamico segnalando figure da incontrare, ostacoli da superare, situazioni da vivere. Tutto ciò indica che c’è un tragitto da compiere lungo il quale si possono incontrare difficoltà, resistenze o, viceversa, aiuti che facilitano il cammino. Se invece il sogno non presenta questo aspetto dinamico, il progetto operativo sta indicando che la strada da percorrere non è chiara, forse è ancora in embrione e necessita di tempo per ben delinearsi.
La figura chiave  
Può essere una persona, un animale, la pioggia o un labirinto: rappresenta la qualità delle energie che il sognatore mette in campo ed è il primo aspetto da individuare in quanto è in sua funzione che va letta tutta la scena onirica.
Gli stimoli sensoriali
Generalmente il sogno si sviluppa in forma prevalentemente visiva. Le sensazioni gustative, olfattive, uditive e tattili ricorrono con minor frequenza. Bisognerà comunque prestare attenzione a ogni elemento sensoriale che possa tornarci in mente. In particolare ci sarà facile avere delle immagini oniriche colorate su cui dobbiamo concentrarci. Quando oggetti, luoghi, piante, non sono del loro colore il fatto non deve essere trascurato. Non siamo di fronte a una “licenza poetica” dell’inconscio, ma a un tassello fondamentale per la comprensione del messaggio. Agitarsi in un oceano nero annuncia uno stato generalmente depressivo della persona, non certo un momento di accesa vitalità e passionalità!
La sensazione 
Un bel sogno non basta: è altrettanto importante che si connoti con una sensazione positiva al risveglio. Un principe azzurro che compare sulla scena onirica, lasciando in noi un fondo di turbamento testimonia che, per quell’incontro, non siamo ancora pronti.Viceversa, può lasciarci indifferenti trovarci, in sogno, di fronte a un animale da tutti considerato brutto e sgradevole (un ragno, una biscia, un topo). In questi casi significa che siamo pronti a liberare l’energia che esso simbolicamente rappresenta. Le sensazioni che accompagnano il sogno possono avallarne il progetto operativo o denunciare che le resistenze in atto sono ancora marcate.
Il cambio di ruolo  
La cosa importante non è tanto essere protagonisti attivi o passivi di un sogno, bensì che nella scena onirica si effettui un “cambio di ruolo” (di colpo ci mettiamo in movimento, prendiamo le redini di un discorso, reagiamo davanti all’imprevisto). Ciò significa che il progetto operativo prevede un momento di trasformazione e che stanno per entrare in azione delle energie nuove. In questo caso il nostro sogno si rivelerà particolarmente significativo.
L’associazione di idee  
Un sistema valido per giungere al bandolo della matassa del sogno è ricorrere alle associazioni libere delle idee,Se prestiamo attenzione alle persone, alle figure, alle sensazioni, agli episodi che ci vengono in mente man mano che rammentiamo il sogno, potremo avere delle preziose indicazioni sui significati delle nostre visioni notturne.
La regola del rimando  
Non sempre i protagonisti delle immagini notturne rappresentano se stessi. Ciascun oggetto, funzione o parte del corpo rimanda in realtà a qualcos’altro che ha in comune con l’immagine sognata la “funzione”. Così la madre, a seconda dei casi, può rappresentare la ripresa dell’attività lavorativa poiché è lei che dà il nutrimento, piuttosto che il bisogno di accudire o di farsi accudire affettivamente.

Tratto dal libro “Guida Pratica all’Interpretazione dei Sogni” – RIZA

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