27 Settembre 2020

Sogni e cervello

Dopo questi stadi, e dopo circa 90 minuti dall’inizio dell’assopimento, il cervello addormentato produce una desincronizzazione cerebrale simile a quella della veglia; il tracciato EEG è veloce e possono comparire particolari onde rapide. Tale intensità indica un lavoro attivo da parte dei neuroni, ma il soggetto dorme profondamente: è la fase del sonno con sogni, o “sonno D” (D sta per “desincronizzazione”). Questo stadio è detto anche “fase REM”, RapidEyes Movements, perché è caratterizzata dalla presenza di rapidi movimenti degli occhi. Mentre la maggior parte dei movimenti oculari rapidi non può essere attribuita a un esame del campo visivo del mondo onirico, ci sono però occasionalmente movimenti più ampi che sembrano verificarsi in base al contenuto del sogno. Vi sono altri eventi fisiologici connessi all’attivazione del sonno REM, come:
• forte diminuzione del tono muscolare;
• improvvise contrazioni muscolari spasmodiche e sussulti generalmente ricorrenti nella muscolatura dei piedi e delle mani;
• accelerazione del battito cardiaco;
• aumento dei ritmi respiratori, del consumo di ossigeno cerebrale e del flusso sanguigno negli strati esterni degli emisferi cerebrali.
Questo stadio di sonno con sogni occupa il 23% del tempo complessivo del sonno, In questa fase, nella quale il corpo è “paralizzato”, il cervello è come cieco e sordo rispetto agli stimoli esterni e usa le informa che provengono dal suo interno, creando le scene oniriche, Se si sveglia un soggetto durante una fase REM il ricordo del sogno sarà ricco e dettagliato. I sogni del sonno REM sono caratterizzati da immagini vivide, situazioni uditive e di movimento, con esperienze oniriche complesse, bizzarre e dinamiche, con una forma narrativa. Nei precedenti stadi di sonno sincronizzato il cervello non dorme completamente e non cessa di elaborare processi ideativi che però, rispetto al sogno, risultano meno vivaci e tendono ad assumere forme simili a frammenti di pensieri isolati, più concettuali, con situazioni statiche senza attività allucinatorio-immaginativa e privi di coinvolgimento emotivo.

Tratto dal libro “Guida Pratica all’Interpretazione dei Sogni” – RIZA

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