21 Settembre 2020

Sonno e cervello

Il sonno è uno stato fisiologico della coscienza caratterizzato da una condizione di quasi totale interruzione dei contatti sensoriali e motori che collegano l’organismo, e quindi il cervello, all’ambiente esterno.
Se ci troviamo in uno stato di veglia attiva il tracciato dell’elettroencefalografo (EEG) mostra un andamento vivace, rapido, con tanti picchi, a frequenza irregolare, detto “ritmo beta”: questo stato si chiama “desincronizzazione cerebrale”. È come se ci fossero tante persone in una stanza, ognuna che parla per conto proprio.
Man a mano che passiamo dal rilassamento al dormiveglia, al sonno vero e proprio, vediamo che il tracciato dell’elettroencefalogramma si modifica gradualmente mostrando un andamento più lento: è lo stato di “sincronizzazione cerebrale”.
È come se le persone nella stanza si esprimessero contemporaneamente con le stesse parole, parlando in modo sincronizzato fra loro (tutti i neuroni sussurrano all’unisono).
La desincronizzazione è intesa come uno stato di attivazione cerebrale, mentre la sincronizzazione riflette uno stato di riposo.
Infatti, è scarsa l’informazione veicolata dal gruppo di persone che stanno dicendo la stessa cosa, il messaggio prodotto è unico, viceversa il gruppo desincronizzato trasmette molti messaggi differenti ed elabora simultaneamente molte informazioni. Via via che procediamo dall’addormentamento al sonno, passiamo da uno stato e di desincronizzazione a uno di sincronizzazione, seguendo un percorso in quattro stadi chiamati “le fasi del Sonno S” (dove S sta per “Sincronizzazione”):
• stadio 1, che occupa il 7% del tempo di sonno totale, è la fase dell’addormentamento e del sonno leggero in cui l’individuo può svegliarsi facilmente. Il tracciato dell’ EEG passa da un ritmo “alfa”, che indica rilassamento psicofisico, alla comparsa delle onde “theta”. In questo stadio vengono riferite fantasie simili a micro-sogni;
• stadio 2, che dura il 50% del sonno; oltre che dal ritmo theta è caratterizzato da onde più brevi e isolate chiamate “complessi K” che sembrano collegate a stimoli provenienti dall’ambiente esterno; il contenuto mentale riferito è più simile a pensieri iso lati e il loro ricordo è sparso e confuso;
• stadi 3 e 4, che ricoprono il 20% del sonno totale; qui si entra nel sonno profondo  e predomina il ritmo “delta” che rappresenta un rallentamento ulteriore del tracciato EEG con onde a bassa frequenza, ampie e lente. In queste fasi del sonno interviene un forte calo del tono muscolare e si verificano gli incubi.

Tratto dal libro “Guida Pratica all’Interpretazione dei Sogni” – RIZA

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