25 Giugno 2019

Il bambino non dorme da solo

Il bambino non vuole dormire da solo

Il nostro bambino, dopo i riti serali continua a venire in camera nostra.  
Che cosa possiamo fare?
Il vostro bambino ha ancora difficoltà a separarsi da voi per la notte; per questo insiste per avere la vostra compagnia.
Una possibile soluzione al problema è l’impiego di un calendario dei premi.
 Lo potete fare da soli senza particolari difficoltà e colorarlo insieme al bambino.
Procuratevi degli adesivi colorati e spiegate con chiarezza a vostro figlio cosa vi aspettate da lui la sera.
Se dopo la buonanotte rimane nel suo lettino, la mattina successiva può attaccare un adesivo nella casellina del giorno corrispondente.
Invogliatelo cercando di essere molto generosi con le lodi.
Con i bambini dai tre anni circa potete procedere anche in questo modo: quando il bambino ha incollato tre adesivi di seguito sui calendario, può scegliersi un dolcetto oppure, ancora meglio, un gioco insieme a mamma e papà.
Dopo un po’ di tempo, quando ormai il bimbo avrà iniziato ad andare a letto senza protestare, potrete staccare dalla parete il calendario che sarà diventato ormai privo di interesse.
Da un paio di sere mia figlia (quindici mesi) si impunta improvvisamente.  
Non vuole più andare a letto e strilla in modo tremendo.
Per scoprire se al consueto momento di andare a letto sua figlia non è ancora abbastanza stanca, osservi attentamente la sera se e quando mostra segni di affaticamento.
Se la piccina ha un aspetto molto vivace, provi a tenere un cosiddetto diario del sonno per una settimana.
Ci annoterà gli orari (approssimativi) in cui la bimba si addormenta o si sveglia, senza dimenticare il sonnellino pomeridiano, oppure ci registrerà i dati su una linea numerata da 0 a 24 (corrispondenti alle ore del giorno).
Il giorno successivo poi farà la somma delle ore di sonno.
Dopo una settimana è possibile calcolare con attendibilità la media del sonno effettivamente necessario alla piccola. In base a questi conti potrà verificare se l’orario della nanna è davvero adeguato.
Sottragga semplicemente il computo delle ore dormite dal consueto orario in cui la bambina si alza; in questo modo troverà il momento conveniente per mettere la bambina a letto. Se però all’ora in cui dovrebbe andare a dormire sua figlia ha un aspetto spossato, sbadiglia, piagnucola o si strofina gli orecchi o i capelli, la porti a letto come fa di solito. E importante sapere che i bambini dell’età di sua figlia hanno di frequente difficoltà ad andare a letto e a prendere sonno, anche se in precedenza si sono sempre addormentati nel migliore dei modi.
Dormire significa separarsi dai genitori ed è questo che riesce particolarmente difficile ai bambini di quest’età. Di giorno sperimentano continuamente piccoli distacchi, dato che sono capaci di gattonare oppure persino già di camminare e si allontanano sempre più dai genitori. Si tratta di un’esperienza stupenda per il bambino che diventa sempre più curioso e autonomo nell’esplorazione dell’ambiente.
D’altra parte queste spinte verso l’indipendenza suscitano anche paura e danno un senso di insicurezza al piccolo, come diventa particolarmente evidente la sera, quando diventa buio e il bambino si sente improvvisamente solo. In questi casi è molto utile mantenere una fermezza affettuosa che rassicura il bambino in misura crescente. Metta sua figlia a dormire a dispetto di tutte le sue lamentele e provveda a un piacevole rituale della nanna. Anche le piccole tecniche prendi-sonno, come la luce antibuio o la porta della cameretta socchiusa, la aiutano a superare meglio il distacco.
Al momento di augurare buonanotte può spiegare alla bambina che lei ha ancora alcune faccende domestiche da sbrigare e che perciò sentirà dei rumori.
Dopo i saluti, faccia allora un po’ di confusione in cucina oppure si muova per casa in modo chiaramente percepibile.
Così la bambina avrà la sicurezza che lei è sempre presente e si addormenterà più agevolmente. Se nemmeno queste misure funzionano, adotti il metodo della «clessidra di Friburgo», ossia lasci sola la piccola e torni da lei a intervalli regolari ogni pochi minuti fino a quando si addormenta. In questa maniera di solito dopo tre giorni non avrà più difficoltà a cori- care e far addormentare la bambina.
Durante il giorno la alleni ai «piccoli distacchi», per esempio facendo il gioco del cucù oppure avvertendo continuamente la piccola che sta per allontanarsi dalla stanza.
Se la bambina nota che lei torna sempre, come promesso, con il passare del tempo si abituerà a queste separazioni.
La sera mettiamo la nostra bambina (quindici mesi) nel suo lettino quando è ancora sveglia. 
Le piace farsi fare il solletico e farsi sbaciucchiare prima dell’augurio della buonanotte. 
Ultimamente, però, al momento dei saluti inizia a piangere e non vuole lasciarci andare.
I bacini, il solletico e le risate sono una meravigliosa forma di contatto tra genitori e figli che diverte molto tutte e due le parti.
Tuttavia si tratta di giochi troppo vivaci che stimolano ed eccitano troppo il bambino e non costituiscono quindi una buona preparazione al sonno.
Un bimbo euforico deve essere calmato affinché riesca ad addormentarsi.
Per questo motivo il solletico e gli sbaciucchiamenti sono più adatti di giorno o nel tardo pomeriggio che durante il rituale della nanna.
Spostate dunque il momento del solletico al pomeriggio; la sera date la preferenza ad attività più tranquille, ad esempio tenere coccole, carezze, canzoncine sommesse ecc.
In questo modo la vostra bambina si calmerà e potrà scivolare dolcemente nel sonno quando avrete lasciato la cameretta.
Nostra figlia (un anno e mezzo) ha sempre dormito senza interruzioni fino a quando sei mesi fa ha iniziato a svegliarsi presto a causa di un brutto raffreddore e noi l’abbiamo portata a dormire nel lettone.  
Ora è guarita, ma spesso si sveglia e vorrebbe dormire con noi.  
Che cosa possiamo fare?
I problemi legati ai frequenti risvegli notturni sorgono spesso in seguito a banalissimi disturbi, come per esempio raffreddore o tosse.
È perfettamente accettabile che vi siate portati piuttosto spesso vostra figlia nel lettone in modo da darle sicurezza e da poterla aiutare con i suoi disturbi notturni in modo tempestivo.
Purtroppo i bambini si abituano piuttosto in fretta al fatto che quando si svegliano di notte trovano qualcuno vicino che si occupi di loro.
È importante sapere che di notte tutti i bambini passano dal sonno profondo a quello più leggero anche fino a quattro volte e in queste transizioni a volte si svegliano completamente.
I buoni dormitori ritrovano il sonno dopo questi risvegli avvalendosi dei propri metodi di addormentamento, per esempio ciucciando il dito, un angolo della coperta o un succhiotto oppure semplicemente cambiando di poco la posizione nel letto.
Probabilmente prima della malattia vostra figlia sapeva farlo bene.
Per via della malattia ha imparato che c’è sempre qualcuno al momento di riaddormentarsi ed è per questo che anche ora vi chiede in modo insistente di starle vicina.
Dovete quindi dimostrare nuovamente a vostra figlia che è capace di riaddormentarsi da sola armandovi di pazienza e fermezza.
Se di notte vostra figlia viene da voi, riportatela con naturalezza nel suo lettino, copritela bene, accarezzatela un po’ e salutatela.
Se tuttavia torna da voi oppure strilla, ripetete la procedura fino a quando si sarà addormentata.
Badate a non fare troppa luce e a mantenere il contatto affettuoso, ma senza eccedere nelle effusioni, per far capire a vostra figlia che è notte e che vi aspettate da lei che dorma nel suo lettino.

tratto da “Il sonno dei bambini”  – di Sabine Friedrich

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