17 Luglio 2019

Come funziona lo stomaco

Come funziona lo stomacoNella sua parte medio-alta (fondo e corpo) lo stomaco funziona da contenitore per il cibo masticato che gli giunge attraverso l’esofago.
L’entrata del cibo stimola il nervo vago (che innerva questo tratto del canale digestivo) e la produzione di una serie di altre sostanze (tra cui la gastrina).
L’effetto finale è I’ “aggressione” del cibo da parte dell’acido cloridrico prodotto da cellule specializzate presenti sulla mucosa.
Il ruolo principale dello stomaco è dunque quello di scomporre, grazie all’acido cloridrico, le molecole di grandi dimensioni ingerite, per esempio, con l’alimentazione, per consentirne l’assorbimento da parte dell’intestino tenue.
Altre funzioni sono la digestione proteica svolta dagli enzimi litici rennina e pepsine (le proteine vengono scomposte in catene più piccole, dette polipeptidi), l’assorbimento dell’acqua, di alcuni ioni e composti liposolubili quali l’alcol, l’acido acetilsalicilico e la caffeina.
La pepsina lavora solamente in ambiente a basso pH (ambiente molto acido).
Questo viene garantito sempre dall’acido cloridrico. L’insieme di tutti questi elementi è detto succo gastrico.
Le pareti dello stomaco si corroderebbero a causa del succo gastrico, ma lo stomaco secerne una sostanza, la mucina, che evita tale problema.
La spessa muscolatura garantisce infine i movimenti di rimescolamento degli alimenti durante la permanenza nello stomaco, dove si trasforma in chimo, che può variare da una a tre ore (anche cinque se si ingeriscono troppi grassi).
Le tre fasi della digestione gastrointestinale 
Il processo digestivo gastrointestinale si distingue in tre fasi. Eccole qui di seguito.
• Fase cefalica: detta “fase psichica” poiché sono coinvolti fattori mentali. È controllata dal sistema nervoso e si sviluppa in risposta a un insieme di segnali che trae origine nella testa e coinvolge la vista, l’odorato, il gusto e, a volte, l’idea stessa di cibo, oltre all’attività muscolare della masticazione. Questi stimoli provocano nella cavità orale la secrezione di saliva (acquolina), mentre lo stomaco è raggiunto da una serie di impulsi nervosi (provenienti dal sistema nervoso parasimpatico) che stimolano la produzione di acido cloridrico e dell’ormone gastrina.
• Fase gastrica: quando i prodotti della digestione proteica raggiungono la parte pilorica dello stomaco, la cavità gastrica viene inondata di muco per evitare I’autodigestione. L’ambiente acido converte il pepsinogeno nella sua forma attiva, la pepsina, che può iniziare ‘attacco delle catene polipeptidiche (proteine).
Poiché le molecole proteiche tendono a ridurre la concentrazione dell’acido nello stomaco, la gastrina non è più inibita e interviene accelerando la produzione di acido. Le cellule che secernono l’acido sono attivate anche dalla dilatazione dello stomaco e dalla presenza di peptidi ottenuti dalla demolizione proteica.
• Fase intestinale: l’ingresso del cibo nel duodeno stimola i “meccanocettori” situati lungo le pareti di questo primo tratto dell’intestino tenue.
Come dice il nome stesso, i meccanocettori recepiscono segnali di natura meccanica che, in questo caso, sono legati alla distensione delle pareti duodenali.
Tale meccanismo attiva una risposta del sistema nervoso ortosimpatico, che esercita un’attività inibente sulla secrezione gastrica.
Anche in questo caso l’intero processo è influenzato da diversi fattori. Innanzitutto intervengono dei “chemocettori”duodenali sensibili alla presenza di acido cloridrico, che rappresenta un segnale inequivocabile del passaggio del chimo dallo stomaco al duodeno.
Se la digestione gastrica è terminata, la secrezione ghiandolare dello stomaco è inutile e potenzialmente pericolosa (potendo provocare ulcere).
Per questo motivo durante la fase duodenale vengono rilasciati diversi ormoni intestinali (CCK, GIP seceretina, ecc.), con lo scopo di inibire la secrezione gastrica.

Tratto dal libro “I rimedi naturali per lo stomaco” – Riza

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