23 Aprile 2019

La nausea e crampi

La nausea
nausea e crampiLa paura negata  
Sono frequenti in situazioni problematiche o di passaggio (l’inserimento in ambienti nuovi, l’inizio della vita sessuale, la nascita di un fratellino, interrogazioni ecc.) alle quali sulle prime è difficile adattarsi per via di qualcosa che “proprio non va giù” Oppure sono il modo con cui si manifestano delle fobie, cioè vere e proprie avversioni verso persone o situazioni. Eventi temibili dai quali vorremmo fuggire al più presto, ma di cui neghiamo la paura, costringendoci ad affrontarli. li corpo allora esprime un rifiuto che a livello cosciente non sappiamo manifestare, magari per paura di un giudizio.
Cosa fare  
Dato che non possiamo andare avanti a vomitare e “nauseare” (salvo ammalarsi), le soluzioni sono due: o allontaniamo la situazione scatenante o – e sarebbe la cosa migliore! – cerchiamo di accettare e “digerire”, quando è possibile, ciò che all’inizio avevamo rifiutato. Un cambiamento di prospettiva è ovviamente indispensabile per poter “gustare” senza pregiudizi anche i lati positivi che ogni situazione comporta.
I crampi
Pugni e pungoli, macigni e tenaglie 
Sono queste le metafore verbali con cui viviamo il crampo allo stomaco.
Ma non sono metafore! Un dolore a “tenaglia” si verifica infatti in situazioni avvertite come soffocanti, in cui è impedita l’azione, per esempio nell’indecisione tra l’agire di testa o d’impulso. In questo caso ogni azione è una lotta tra la voglia e la paura di questa voglia, che spesso si risolve in una “toccata e fuga” nei confronti di una realtà solo sfiorata.
Ciò può creare però il rimpianto o il rimorso, che rode dal di dentro come un “pungolo”.
Un macigno sullo stomaco è invece una situazione troppo pesante da sopportare, da mandare giù, così come il pugno è proprio un pugno non dato, una collera repressa, che si sfoga nel proprio stomaco.
Cosa fare 
Per uscire dal circolo vizioso del “fare/non-fare” è sempre bene vincere le resistenze e condurre fino in fondo le proprie azioni senza lasciare spazio al ripensamento.
Anche perché l’azione produce sempre qualcosa su cui poter agire, l’immobilità delle pulsioni invece è sempre una sconfitta, che aumenterà il pungolo.

Tratto dal libro “I rimedi naturali per lo stomaco” – Riza

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