21 Maggio 2019

L’ulcera – la crisi ulcerosa

la crisi ulcerosaL’autonomia impossibile
Diventando adulte, queste persone continuano ad avere bisogno di tanto amore, ma lo negano con forza, proprio perché “sanno” che non lo otterranno. Così tentano di rendersi il più possibile autonome e indipendenti in modo da non dover chiedere niente. E non solo alla famiglia, ma anche ad amici e partner. Questo non fa altro che aumentare la dipendenza, proprio perché non si è mai dipesi da qualcuno in modo sano e appagante, perché non si è mai “fatto il pieno” d’amore. Esternamente perciò queste persone sono acute, brillanti e vitali, inseguono e spesso raggiungono il successo professionale. Ma il punto è proprio questo: l’affermazione sul lavoro è in realtà il modo con cui esse cercano l’autonomia, una “maschera obbligata” che nasconde la paura di far vedere quanto bisogno hanno di rassicurazione, mentre la fame d’amore si fa sempre più grande. Ma è lo stomaco che “smaschera”tufto con un atteggiamento di perenne attesa di cibo (che nell’intimo è appunto amore), cioè con un’eccessiva e continua produzione di succo gastrica, come se il cibo dovesse sempre arrivare da un momento all’altro. Il cibo/amore però non arriva come lo si vorrebbe, e lo stomaco allora “mangia” se stesso: un segnale estremo di autonomia del tipo: «Non ho bisogno di nessuno: mi nutro di me stesso».
La crisi ulcerosa  
Guerra d’amore  
Così scatta l’ulcera, in cui tutta la rabbia per non essere stati amati viene scaricata su di sé, in un logorio continuo che si acutizza in momenti particolari (le crisi ulcerose), quelli in cui c’è in gioco appunto l’autonomia o la dipendenza: i pasti (ovviamente “campo di battaglia” preferito), le scelte importanti, i cambiamenti improvvisi che richiedono decisioni autonome, il distacco dalla famiglia di origine, le discussioni in cui si afferma un proprio pensiero, i contrasti con persone che “proprio non vanno giù”, le emozioni di rabbia che l’ulceroso non sa esprimere al di fuori. In tutto questo a madre dell’ulceroso ha il suo peso. Si tratta spesso di una donna che ha un rapporto rigido con il cibo, negli orari e nei modi, e tratta in modo strano l’autonomia del figlio: Io spinge verso il conseguimento del successo (prima scolastico e poi professionale), ma non vuole assolutamente che si stacchi da lei, come se lui/lei fosse una sua estensione. Così lo scoraggia in tutte le manifestazioni di autonomia, dalla sessualità alla rabbia. E anche quando ormai è adulto e magari la madre non c’è più o è lontana, il figlio sente ancora dentro di sé queste proibizioni, senza realmente sapere da dove vengono. Ecco perché l’ulcera peggiora quando si entra in primavera: la nuova stagione chiede di vivere una sessualità che la persona sente come pericolosa, e che quindi spesso nega (tentativo di autonomia), oppure vive in modo troppo infantile (eccesso di dipendenza).
Cosa fare 
Quel giardino senza conflitti in cui siamo amati e coccolati senza riserve e che non ci Siamo goduti non tornerà, soprattutto nella forma infantile e paradisiaca in cui “dentro” lo desideriamo, mentre “fuori”facciamo i duri senza esserlo. Non si può vivere l’amore di chi oggi ci sta accanto come un risarcimento del passato, e non si può essere autonomi se non si accetta a volte di dipendere dagli altri. Se veramente vogliamo guarire proviamo a lasciarci andare all’amore che oggi ci viene dato, ad accoglierlo per ciò che è adesso, E senza paura o vergogna: gli altri (tutti!) hanno i nostri stessi bisogni.

Tratto dal libro “I rimedi naturali per lo stomaco” – Riza

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