23 Settembre 2020

Test di valutazione della flessibilità

I test di valutazione della flessibilità sono molto importanti nella vita dello sportivo (sia agonista sia non agonista) in quanto permettono di conoscere i propri miglioramenti nel corso degli anni.
Di seguito sono riportati due esempi di test di valutazione della flessibilità.
TEST DELLO SGABELLO
OBIETTIVO: valutazione della massima flessibilità.
ATTREZZATURA: uno sgabello.
DESCRIZIONE: salire a piedi nudi sullo sgabello e flettersi il più possibile in avanti, tenendo le gambe tese e facendo scorrere le mani all’esterno. Il movimento deve essere eseguito senza oscillazione del tronco. Il punto di massima flessione deve essere mantenuto per qualche secondo.
TEST DELLA BACCHETTA
OBIETTIVO: valutazione della mobilità del cingolo scapolo omerale.
ATTREZZATURA: una bacchetta di legno lunga un metro.
DESCRIZIONE: seduti (per evitare una compensazione a livello lombare), impugnate la bacchetta di legno. Da questa posizione, tenendo le braccia ben tese, eseguite una circonduzione fino a toccare posteriormente il busto con la bacchetta. Ripetete la prova diminuendo progressivamente l’apertura dell’impugnatura. Infine misurate la distanza tra le due mani.
Regole riassuntive
Per ricapitolare, sarà utile ribadire alcuni punti:
usate un abbigliamento comodo; praticate la seduta in un ambiente silenzioso; il pavimento su cui fate gli esercizi non deve essere freddo; prima della seduta di stretching praticate un riscaldamento generale; cercate di concentrarvi completamente su ciò che state facendo; controllate il vostro respiro; alternate l’estensione dei muscoli agonisti con quelli antagonisti.
Sport e stretching
È importante seguire un proprio programma di stretching di minimo mezzora al giorno.
Un lavoro quotidiano e costante nel tempo, consente alle articolazioni di raggiungere una maggiore mobilità, permettendo all’atleta un’espressione migliore delle proprie potenzialità.
Anche da parte dell’istruttore devono esserci delle regole e accortezze precise:
ogni esercizio deve essere spiegato e dimostrato in modo chiaro e preciso; è importante soffermarsi su ciascun esercizio per tutto il tempo che sarà necessario affinché il nuovo «movimento» sia ben compreso dal corpo; accanto alla dimostrazione pratica e teorica bisognerebbe parlare anche delle sensazioni fisiche che l’esercizio deve far provare;
mai pretendere che l’allievo esegua l’esercizio perfettamente.
Oggi individuo ha un fisico diverso che lavora con tempi e modi unici;  se si lavora in coppia è importante che gli allievi siano circa dello stesso peso e della stessa altezza; uno degli errori più comuni che l’atleta compie, è quello di compiere esercizi di stretching mirati solo per un determinato gruppo muscolare, non rendendosi conto che il corpo è un insieme di catene muscolari.

tratto da Stretching, allungare mente e corpo – a cura di Vanessa Bini,  Ediz. The Book

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