27 Maggio 2019

Idroterapia

Parlare di idroterapia vuol dire parlare dell’uso dell’acqua a fine terapeutico, cioè servirsi dell’acqua con le sue variazioni termiche, variazioni del suo peso specifico, quale materia di contatto in sostituzione della normale materia contatto aria. Ogni cambiamento dell’ambiente aria, cambiamento che toglie il materiale contatto aria-cute influisce sull’organismo.
Basta pensare al peso specifico dell’aria (1 Kg. per cm2), alla sua capacità calorica, al suo contenimento del calore, alla sua stimolazione anche meccanica sulla cute etc. Il peso del corpo è dipendente dalla relazione tra peso specifico proprio e quello del suo ambiente. In acqua è eliminato il peso di gravità cori conseguente alleggerimento dei movimenti, si che impulsi nervosi, anche appena accennati, e muscolatura difettosa nella sua funzione, possono muoversi con una certa facilità sebbene ci sia una opposizione da parte della materia acqua.
Circa l’incidenza del contatto cute-acqua sul corpo, a causa della pressione idrostatica, è eloquente l’esperimento dell’immersione: immersione fino all’ombelico interessa le vene femorali e la parte inferiore della vena cava inferiore. Nell’immersione fino al diaframma è interessata tutta la zona della vena cava inferiore. Nel bagno totale è interessato il territorio della vena cava inferiore e il territorio della vena cava superiore. Se una immersione lenta dà al corpo la possibilità di adattamento, l’immersione totale veloce, provocando afflusso venoso al cuore destro, può essere fatale per chi, per esempio, è affetto da insufficienza cardiaca.
E’ ovvio che l’immersione esercita anche un effetto sulla pressione intratoracica e sulla mobilità di escursione toracica. Parlare di idroterapia equivale a parlare di idrotermoterapia. Le applicazioni dipendono dunque, oltre che dalla modalità usata, dalla durata del trattamento terapeutico, in massima parte dall’influsso della temperatura cute-mezzo di contatto.
Mentre il calore è un concetto di natura fisica, esprimente una energia cinetica che comprende tutta l’ampia sfera dallo zero assoluto (–237°) in poi, il freddo è concetto soggettivo e si basa sul rapporto della temperatura ottimale richiesta dal nostro organismo in condizione normale, comprende cioè la vasta sfera sensitiva di temperatura al di sotto di quella indifferente. La temperatura del punto di indifferenza è anche determinata dalla proprietà termo-fisica dell’ambiente di contatto.
Per quanto concerne l’acqua abbiamo la sensazione di:
  • molto freddo: da 10 a 15 gradi
  • freddo: da 15 a 25 gradi
  • fresco: da 25 a 30 gradi
  • indifferente: da 34 a 36 gradi
  • caldo: da 36 a 38 gradi
  • molto caldo: da 38 a 40 gradi
  • scottante: da 40 a 45 gradi (limite di sopportabilità tra i 43 e 45 gradi).
La sensazione di indifferenza non corrisponde alla temperatura dell’indifferenza metabolica in quanto l’esperienza ci ha dimostrato, che, per es.: nei bagni CO2 la temperatura di indifferenza e di 31 a 32 gradi. Per l’acqua dolce la temperatura di indifferenza è di 34 a 36 gradi, mentre per il Moor, la temperatura di indifferenza è di 38 gradi.
Ecco comprensibile perché la temperatura cute-aria a 10 gradi dà una sensazione di freddo moderato, mentre quella cute-acqua, sempre a 10 gradi, dà sensazione di violento dolore e modifica gravemente il metabolismo fisiologico. Per l’applicazione idroterapica di massima importanza è, oltre il grado di temperatura dell’acqua, la durata dell’applicazione, l’intensità dello stimolo, la situazione psicofisica e ambientale del malato.
E’ da tener sempre presente, se si vuole applicare idrotermoterapia, la condizione cardio-circolatoria, la pressione arteriosa, l’età, il sesso, la costituzione, eventuali squilibri ormonali e metabolici, eventuali disturbi endocrini e vegetativi, la situazione umorale, il cambiamento di stagione, la tensione psichica, la resistenza allo stimolo provocato dall’acqua, eventuali malattie renali, ulcere gastroduodenali, arteriosclerosi, infezioni tubercolari, reazioni allergiche. Importante è pure la conoscenza dei molteplici sistemi della conduzione della circolazione centrale e periferica, sia per il caldo che per il freddo.
L’applicazione del caldo o freddo determina evidenti modificazioni sulla rete circolatoria, sui tessuti profondi e sui visceri. Queste modificazioni sono proporzionali all’intensità, al periodo di influsso, all’ampiezza zonale dell’applicazione dello stimolo. Tutte le applicazioni di calore, se influiscono su una zona piuttosto ampia del corpo. dilatano i vasi cutanei e i vasi degli organi interni provocando in questo modo una massiccia mobilizzazione e deviazione del flusso sanguigno.
Se gli stimoli di calore sono di breve durata non aumenta la temperatura del corpo. A stimoli prolungati, la temperatura corporea si alza, specie se vi è incapacità di irradiazione di calore con sudorazione ed evaporazione. Si ha dilatazione dei vasi cutanei e periferici, ipotensione, aumento del polso, reazione dei vasi renali, addominali, cerebrali, ipotonia muscolare, senso generale di rilassamento.
Applicazioni di breve durata di caldo o molto caldo stimolano la muscolatura e il sistema nervoso. Applicazioni protratte danno oltre alle reazioni già citate, un aumento della reazione di ossidazione a causa della congestione di calore. Gli organi ematopoietici vengono stimolati, aumentano le sostanze battericide nel sangue. diminuisce lo stato di spasmo della muscolatura liscia (rene, intestino), aumenta la produzione di urina, aumenta la frequenza respiratoria che diviene più superficiale.
Nei vasi ammalati gli stimoli di calore possono portare a reazione di paradosso: non si ha vasodilatazione bensì vaso costrizione. Questi fenomeni sono riscontrabili sul tratto esposto allo stimolo termico Se la malattia è localizzata, la zona cutanea affetta si presenta bianca (caratteristica nella claudicatio intermittens nel bagno quadrocellulare). Si consiglia in questi casi voler usare sempre una termoterapia di tipo ascendente.
In malati di malattia vasale generalizzata, la termoterapia non fatta ad arte, può provocare contrazione vasale generale con susseguente ipertensione e collasso cardiaco. In questi casi, per prudenza, si sconsiglia la termoterapia. In linea generale è da dirsi che l’indicazione idrotermoterapica abbraccia tutta quella vasta gamma di sindromi e malattie ove è indicato l’applicazione di calore: dal reumatismo articolare cronico alla forma gottosa, dall’ artrosi alla rieducazione post-gesso, dalla distonia neurovegetativa alla nevrosi depressiva, dalla ricerca di un miglior ricambio metabolico ed organico alla riattivazione circolatoria del Bùrgheriano.
Controindicazione della Idroterapia: tutti i casi ove è controindicata la termoterapia (gastrite ulcerosa, arteriosclerosi, malattia renale, disfunzione cardiocircolatoria, ecc.).

Tratto da “Terapia Fisica” di Erick Fussanegger – Casa di Cura San Marco

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