23 Aprile 2019

Ultrasuoni

Gli ultrasuoni sono vibrazioni sonore a frequenza così elevata da non essere percepite dall’orecchio umano (oltre i 16.000 cicli per secondo). L’effetto piezoelettrico degli ultrasuoni è legato alla proprietà dei cristalli di quarzo di dilatarsi e comprimersi se sottoposti all’azione di scariche elettriche emettendo così delle vibrazioni. La propagazione di esse segue la legge dei suoni, ma dato la loro elevata frequenza, i mezzi attraversati oppongono ai fasci di vibrazione capacità di assorbimento.
Per rendersi conto di quale sia la forza vibratoria è bene sapere che usando una emittente di 2 Watt per cm2, a frequenza di 800 Khz, si produce una pressione di 2,6 atmosfere. L’azione primaria è dunque quella meccanica. Con l’ultrasuono si ottiene una compressione e decompressione ritmica (con intervalli molto ridotti) del tessuto irradiato.
Si tratta dunque quasi di un massaggio ad alta frequenza a livello cellulare e intercellulare responsabile dell’aumento degli scambi intercellulari. Un’altra azione dell’ultrasuono è quella chimica causata da processi di ossidazione, polimerizzazione ecc., nonché metabolica, data dai processi di diffusione e dagli scambi umorali attraverso le pareti cellulari.
L’azione neurale, non contestabile, è legata all’influenza dell’ultrasuono sul sistema neurovegetativo. E’ naturale che la trasmissione endotissutale porti ad una parziale trasformazione dell’energia vibrante in energia calorica, e, secondariamente. che i tessuti irradiati entrino a loro volta in vibrazione con conseguente dispendio di energia causando calore.
Essendo la velocità del suono dipendente dalla densità della materia irradiata (nel campo sonoro le particelle di una data materia oscillano solo nella frequenza di quel dato campo sonoro) nelle zone di confine dei corpi , cioè negli strati limite di passaggio da un tessuto all‘altro, per la differenza di resistenza fra i due tessuti, si ha variazione della velocità sonora. cioè perdita di energia con conseguente sviluppo di calore .
Spiegata dunque la reazione termica negli strati-confine (strati limite) come per es. nel passaggio dal tessuto connettivale ai vasi sanguigni o dal tessuto connettivale al tessuto nervoso o dal tessuto molle al tessuto osseo. In sintesi l’ultrasuonoterapia è una terapia termomeccanica che aumenta la circolazione, stimola il metabolismo della zona trattata e produce in essa un effetto termico.
L’azione terapeutica è riconosciuta quale analgesica, spasmolitica, fibrocitica. Non tutti gli effetti terapia sono ancora noti. Il problema più difficile da risolvere per la terapia ultrasuonica è quella del dosaggio; ciò non solo perché è impossibile stabilire la sensibilità cellulare o tissutale dell’organo che si vorrebbe trattare, ma anche perché varia è la sensibilità individuale.

Tratto da “Terapia Fisica” di Erick Fussanegger – Casa di Cura San Marco

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