27 Maggio 2019

Litoterapia dechelatrice

La Litoterapia dechelatrice è una bioterapia nata in Francia nel 1974 con Claude Bergéret e Max Tétau, basata sull’uso di minerali interi, diluiti e dinamizzati, secondo la metodologia omeopatica, la cui somministrazione consente la liberazione di ioni “chelati”, ovvero imprigionati, rimuovendo i blocchi enzimatici causa di patologie.
La Litoterapia viene definita “dechelatrice” perché ha come obiettivo terapeutico la liberazione di alcuni metalli e metalloidi bloccati da un processo di chelazione a livello delle cellule dell’organismo.
I processi di chelazione sono molto frequenti come conseguenza del gran numero di inquinanti che ci circonda: soprattutto lo zolfo, elemento “chelatore” per eccellenza, i pesticidi, alcuni tipi di farmaci.
Il problema è liberare lo ione metallico imprigionato dentro il chelato, per reintrodurlo nel circuito metabolico dove è necessario. Varie ricerche (Lapp, Wurrnser, Cier) hanno dimostrato che l’uso di diluizioni hahnemanniane del metallo, permette di liberare in parte lo ione chelato.
Nella Litoterapia si utilizzano rocce e minerali naturali secondo il “principio di identità”: c’è infatti un’analogia strutturale cristallina tra il minerale e il chelato dal quale si deve liberare lo ione metallico. Ad esempio, i complessi chelatori che sequestrano il calcio e il fosforo hanno una struttura cristallografica appartenente al sistema tetragonale, si utilizzeranno ad esempio il feldspato tetragonale e l’apatite per trattare i disturbi artrosici e osteoporotici dell’anziano.
I rimedi litoterapici (che conservano i nomi francesi) vengono assunti in fiale bevibili: la diluizione più attiva si è dimostrata la 8 decimale (8 DH), la posologia può essere di un’ampolla tre volte alla settimana.
Secondo Tétau e Bergeret anche nella Litoterapia esistono le costituzioni, da loro raggruppate in tre morfotipi principali: il Granitico (corrispondente al Carbonico dell’omeopatia) il cui rimedio di base è la Granite, il Magnesico (tipo Fosforico) che ha come minerali di fondo la Dolomite e la Diopside ed infine il Mercuriale (Fluorico) con il Cinabre e la Fluorite.
Sono state individuate anche alcune strutture patologiche principali a cui corrispondono alcuni minerali: vascolare (Erythrite, Pyrolusite, Cinabre), reumatica (Chalcopyrite, Or e Argent natif, Silica marina), allergica (Chalcopyrite, Glauconie, Or e Argent natif), epato-renale-digestiva (Pyrolusite, Blende) e cancerinica (Monazite, Galene, Erythrite, Pyrolusite).
Sezione a cura di Daria Fago (Naturopata)

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