27 Febbraio 2021

Omotossicosi

La tavola delle omotossicosi

L’alternarsi di soppressioni e vicariazioni si può ripercorrere inquadrando la storia delle malattie del paziente nella Tavola delle Omotossicosi che Reckeweg compose e che rappresenta in un quadro d’insieme le diverse patologie e i vari gradi di reattività attraverso cui l’organismo cerca di ripristinare il suo stato di salute.
Nella Tavola è possibile ritrovare la via che collega le malattie (fasi) esterne ed interne percorrendola in entrambe le direzioni.
Le prime tre fasi definite umorali, sono quelle in cui si produce un accumulo tossinico a livello extracellulare e si suddividono in fasi di escrezione, reazione e deposito. Se queste fasi sono curate da farmaci tradizionali, che sopprimono i sintomi, bloccando il meccanismo di disintossicazione, avremo intossicazioni di riverbero (reintossicazioni), che creano omotossine molto pericolose (restossine) e danno luogo a tre fasi chiamate cellulari che sono le più gravi e in cui domina il principio di condensazione. Si tratta delle fasi di impregnazione, degenerazione e neoplasia. Durante la fase di impregnazione, reversibile, le tossine penetrano all’interno delle cellule danneggiandone le strutture. Le malattie restano silenti per qualche tempo ma poi può subentrare la fase di degenerazione, che provoca il danno degli organuli intracellulari, con conseguente alterazione dei tessuti, infiammazioni croniche ed infine, la fase neoplastica, risultato di vicariazioni progressive.
La cura omotossicologica
Il presupposto per la salute coincide dunque con il mantenimento di uno stato di disintossicazione, fulcro del sistema difensivo dell’organismo.
A monte della malattia, è raro individuare una causa sola:
l’indagine sulla storia delle malattie del paziente è la via maestra per una diagnosi estesa nel tempo, ricercando un comune denominatore patologico al susseguirsi delle diverse vicariazioni progressive e regressive. Sono perciò necessari dei farmaci composti a diluizioni omeopatiche non elevate (si adottò la diluizione decimale, diffusa dall’omeopata Hering e usata dall’omeopatia clinica tedesca), per attuare una sinergia adatta a curare sintomi diversi e anche contraddittori e stimolare le risorse immunitarie dell’organismo.
Sezione a cura di Daria Fago (Naturopata)

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