05 Aprile 2020

Osteopatia

Il termine osteopatia è stato coniato dal suo fondatore, il chirurgo americano Andrew Taylor Still alla fine dell’Ottocento, che scoprì le relazioni esistenti tra l’equilibrio funzionale dell’insieme delle strutture del corpo e la salute. L’osteopatia si occupa principalmente dei problemi strutturali e meccanici di tipo muscolo-scheletrico a cui possono però associarsi delle alterazioni funzionali degli organi interni e del sistema cranio-sacrale.
L’osteopatia è una terapia manuale che non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia ma favorisce le naturali capacità di autoguarigione attraverso manovre specifiche.
Still considerava fondamentale il principio dell’unità del corpo: l’individuo è visto nella sua globalità, come un sistema interdipendente composto da muscoli, strutture scheletriche, organi interni, che trovano il loro collegamento nei centri nervosi della colonna vertebrale.
La struttura governa la funzione, secondo Still, per cui una postura scorretta può provocare problemi funzionali come gastrite, emicrania o dismenorrea, ma può accadere anche il contrario, ovvero che un problema funzionale dell’intestino o dell’apparato ginecologico possa provocare dei dolori di tipo muscolo-scheletrico.
L’osteopatia è efficace in diversi disturbi: dolori articolari e muscolari da traumi, alterazioni dell’equilibrio, cefalee, nevralgie, stanchezza cronica, affezioni congestizie come otiti, sinusiti, disturbi ginecologici e digestivi, insonnia, depressione e ansia.
Se a livello strutturale l’equilibrio è alterato si verifica una disfunzione osteopatica, caratterizzata da una zona corporea in cui è andata persa la corretta mobilità e dove ci saranno compensazioni e adattamenti che comprometteranno il benessere dell’organismo.
Lo scopo dei trattamenti in osteopatia consiste nel riarmonizzare le strutture e le funzioni del corpo mediante l’applicazione di particolari manovre di rilasciamento delle articolazioni e dei muscoli, fasciali, cranio-sacrali, viscerali o strutturali.
L’osteopatia richiede un percorso formativo di sei anni e può essere praticata anche da non medici.
Sezione a cura di Daria Fago (Naturopata)

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