28 Febbraio 2020

Salute e malattia secondo Edward Bach

Bach scoprì che l’energia di ciascuno dei 38 fiori da lui scelti, vibrava nello stesso modo di determinati pensieri o sentimenti. Ogni patologia infatti, può manifestarsi come una disarmonia traducibile nel linguaggio floreale. I fiori di Bach agirebbero dunque, sovrapponendo al principio negativo in squilibrio, il principio vibrazionale in equilibrio emesso dall’essenza, anche se la loro azione più profonda consisteva, secondo Edward Bach, nel rimettere in comunicazione l’Anima e la Personalità, nell’aprire il nostro canale per la ricezione del Sé Spirituale.
Sette sono per Bach le tappe che ci accompagnano verso la guarigione: pace, speranza, gioia, fiducia, sicurezza, saggezza e amore. La cura coincide con il cammino evolutivo individuale, con l’imparare la “lezione” che dobbiamo affrontare alla scuola della vita, perché l’Anima, secondo questa concezione, si reincarna con un compito preciso.
L’obiettivo di Bach era eliminare le cause interiori delle malattie per far scomparire le loro conseguenze fisiche: una volta trovato il “difetto” il rimedio non consisterà nel combatterlo, ma nello sviluppare in noi la virtù opposta.
Per Bach infatti, la malattia è un evento non materiale, che si manifesta nel corpo come il risultato di forze che hanno lungamente agito su altri piani; un trattamento materialistico produrrà solo un giovamento temporaneo, non andando ad incidere sulla vera causa del male. Vale a dire che il disequilibrio comincia nella coscienza e diventa visibile nel corpo, sotto forma di sintomo. “La salute è la nostra eredità, il nostro diritto, è la completa e piena unione fra Spirito, Anima e Corpo, e questo non è un ideale arduo e irraggiungibile, ma è talmente semplice e naturale che molti di noi l’hanno trascurato…La salute è quindi la presa di coscienza di ciò che siamo: siamo perfetti, siamo figli di Dio…Salute è solo ascoltare gli ordini della nostra anima”. Così scriveva nel 1932 Bach in Libera te stesso. 
Il floriterapeuta sceglie i rimedi più adatti per il suo paziente soltanto dopo un colloquio approfondito, li fa miscelare in una boccetta da 30 ml di una soluzione di acqua e brandy (oppure in aceto di mele), la posologia in genere è di quattro gocce quattro volte al giorno per 21 giorni.
a cura di Daria Fago (Naturopata)

Related posts

Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, per fornirti servizi e pubblicità in linea con le tue preferenze. Se chiudi questo banner o prosegui con la navigazione cliccando un elemento della pagina ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni su come modificare il consenso e le impostazioni dei browser supportati.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi