28 Febbraio 2020

Terapia cranio sacrale

Fino alla fine dell’800 gli anatomisti pensavano che le strutture craniali fossero immobili; tale convinzione era maturata dall’osservazione dei teschi dei cadaveri, in soggetti cioè privi di vita. Nel 1912, quindi, il Dott. Calvin Cottan per primo avanzò la possibilità dell’esistenza di un movimento all’interno del cranio; la scoperta del sistema cranio-sacrale, e del relativo movimento presente in esso.
La Terapia cranio sacrale è una tecnica messa a punto dall’osteopata John E. Upledger, che circa trent’anni fa, nel corso di un intervento chirurgico, osservò un movimento delle membrane che avvolgono il cranio, fino ad allora mai rilevato. I suoi studi portarono alla scoperta del ritmocranio sacrale che garantisce la costante nutrizione del cervello e che si modifica in presenza di
patologie organiche o in seguito a traumi, fisici o psicologici.
Il sistema cranio sacrale prende il suo nome dalle ossa che, insieme alle vertebre, circondano il sistema nervoso, cioè le ossa del cranio e  l’osso sacro. Il cervello e il midollo spinale sono ricoperti da membrane protettive che formano una sorta di involucro nel quale circola il liquido cerebrospinale.
Questo liquido viene prodotto e riassorbito all’interno della scatola cranica creando un ritmo, che si propaga in tutto il corpo come un movimento leggerissimo, anche nelle zone periferiche attraverso la fascia connettivale.
La terapia cranio sacrale agisce riequlibrando questo ritmo e riarmonizzando tutte le funzioni organiche e lo stato psichico.
Sezione a cura di Daria Fago (Naturopata)

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