28 Febbraio 2020

Le allergie

Il termine “allergia” deriva dal greco e significa letteralmente “reazione alterata”. Le allergie sono risposta inappropriate e dannose dei meccanismi di difesa dell’organismo verso sostanze innocue per i soggetti non allergici. Il sistemo immunitario della persona affetta da allergie va incontro a una reazione anomala ed esagerata quando entra in contatto con gli allergeni (le sostanze che scatenano le allergie stesse), presenti nell’ambiente in cui viviamo (pollini, muffe, acari, epiteli di animali, veleno d’insetti ecc.) o che introduciamo con gli alimenti e i farmaci.
Le allergie si manifestano con una grande varietà di sintomi più o meno gravi: dalla stanchezza agli starnuti, dalla rinorrea alla tosse, dal gonfiore delle labbra alla crisi asmatica, dall’orticaria all’angioedema, dall’eczema al prurito, dal vomito alla diarrea, fino a sintomi di estrema gravità quali lo shock anafilattico e l’edema della glottide.
L’anamnesi, cioè la raccolta e l’interpretazione da parte del medico dei dati emersi dal colloquio con il paziente, costituisce la premessa essenziale per la diagnosi delle allergie. Sulla base dei sintomi descritti dal soggetto si praticano gli eventuali test per individuare la sostanza che il sistema immunitario considera “nociva” (allergene). Esistono test allergologici in vivo e in vitro. Ogni singolo caso necessita comunque dell’individuazione dei test diagnostici più opportuni. Infatti, non esiste una prova diagnostica specifica e valida per tutte le forme di allergia.
La scelta del tipo di indagine viene effettuata dallo specialista allergologo in base alle manifestazioni cliniche della persona, al tipo di reazione che si suppone possa esserne la causa, alle presunte modalità di sensibilizzazione e alla natura dell’allergene. I test allergologici più conosciuti e più frequentemente utilizzati sono i seguenti:
  • Skin Prick Test consiste nell’applicare una goccia di estratto allergenico sulla cute dell ‘avambraccio facendola penetrare negli strati superficiali della pelle tramite la punta di una minuscola lancetta sterile. Le reazioni si manifestano entro 15-20 minuti dall’esecuzione del test e sono caratterizzate dalla comparsa di un ponfo (simile a una puntura di zanzara), Lo Skin Prick Test può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno e a qualsiasi età, uniche controindicazioni sono la presenza di lesioni cutanee nella zona del test e una terapia antistaminica in atto.
  • Patch Test viene utilizzato nella diagnosi delle dermatiti allergiche da contatto e talora può essere d’aiuto nella diagnostica delle allergie a farmaci e della dermatite atopica. Il Patch Test viene generalmente eseguito per una serie preordinata di 30 sostanze, quelle più comunemente responsabili di dermatiti allergiche da contatto o con altre che vengono scelte in base alla storia clinica e all’eventuale esposizione lavorativa a specifici prodotti (per esempio, cosmetici, tinture, farine ecc.). da applicare sulla cute del dorso con dei cerotti.  I risultati del Patch Test compaiono dopo 24-48 ore e spesso anche oltre i due giorni. Il Patch Test non si applica durante l’estate, in quanto l’eccessiva sudorazione pregiudicherebbe la tenuta dei cerotti e l’attendibilità dei risultati. Ulteriori controindicazioni, anche in questo caso, sono la presenza di lesioni cutanee nella zona del test e le terapie in atto con antistaminici e soprattutto cortisonici.
  • Test di eliminazione Sono utilizzati soprattutto nelle allergie e nelle intolleranze alimentari. Le diete oligoallergeniche vanno seguite per un periodo di tempo relativamente breve (2-3 settimane) e sotto stretto controllo dello specialista allergologo che provvederà a eventuali modifiche e/o alla successiva reintroduzione (test di provocazione/tolleranza). I test di eliminazione, sempre sotto stretto controllo dello specialista allergologo, possono essere utili anche nei casi di sospetta allergia ad additivi alimentari (dieta senza additivi), nel caso di sospetto allergia a farmaci (sospendendo l’utilizzo del medicinale) e nel caso di allergie respiratorie (allontanandosi dal posto di lavoro, dal contatto con animali domestici ecc.).
  • Test di provocazione Nel test di provocazione viene utilizzato il contatto diretto tra gli allergeni e le mucose del soggetto per scatenare una reazione controllata e poterne quindi valutare la sensibilità. Per i possibili rischi vengono eseguiti solo da personale specializzato e in ambiente ospedaliero.
  • Test in vitro Gli esami di laboratorio più frequentemente impiegati nella diagnostica allergologica sono il PRITS e il RAST:
1. PRIST la concentrazione nel sangue delle IgE totali (PRIST) varia, nei soggetti adulti non atopici, da 10 a 200 kU/1. Va tuttavia sottolineato che un riscontro di valori normali non esclude la diagnosi di allergia.
2. RAST: viene utilizzato solo in situazioni particolari come nel caso di assunzione di antistaminici da parte del paziente o di lesioni cutanee alle braccia che impediscono l’esecuzione dello Skin Prick Test.
Sebbene non esista una cura definitiva per le allergie, la medicina ufficiale suggerisce una terapia di desensibilizzazione agli allergeni tramite “vaccino”.
Nota: in presenza di disturbi di sospetta natura allergica è opportuno sottoporsi a una visita allergologica e agli eventuali test che lo specialista riterrà opportuni per individuare con maggiore chiare a le cause del disturbo, ai fini di un approccio terapeutico che non sia limitato all’assunzione di farmaci sintomatici, ma che sia esteso alla prevenzione e alla terapia di fondo delle allergie. Non curare o sottovalutare l’allergia può portare a patologie più gravi e invalidanti; per esempio, non curare una rinite può favorire nel tempo l’insorgenza di sinusite cronica o di asma.

Materiale tratto dal libro “Vincere Fatica & Stanchezza” – RIZA

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