18 Febbraio 2020

Lo stress

Negli anni ‘30, il dottor Hans Selye. famoso ricercatore, decise di utilizzare la parola inglese “stress” per identificare la risposta biologica aspecifica dell’organismo (Sindrome generale di adattamento) a qualsiasi richiesta ambientale, positiva o negativa che sia.
Il termine “stress ” indica semplicemente la scarica adrenalinica che attiva una risposta a uno stimolo. Quando diventa uno stile di vita e si manifesta in maniera ricorrente, costringendo la persona a vivere costantemente in uno stato ansioso, lo stress agisce sulle cellule del sistema nervoso centrale iniziando a deformare le aree dove i pensieri e le emozioni vengono elaborati e trasformati in energia.
Ma se il cervello altera la trasmissione degli impulsi neuronali e blocca l’energia vitale, essa inizia a ristagnare provocando disagio, sofferenza, stanchezza e, in ultima analisi, infelicità.
Le situazioni stressanti vengono vissute dalla persona come una possibile minaccia. L’organismo risponde a questo stimolo psicologico mettendosi automaticamente sulla difensiva, come se si dovesse preparare alla difesa o alla fuga.
Lo stress  può provocare o aggravare disturbi fisici o psichici, per esempio: allergie e intolleranze – amenorrea e dismenorrea – ansia e depressione – artrite reumatoide – asma – balbuzie – coliti – gastriti e ulcere gastroduodenali – insonnia – iperglicemia e ipoglicemia – ipertensione – malattie cardiache – malattie della pelle – obesità -sindrome della stanchezza cronica (CFS).
Lo stress  cronico (detto anche “negativo”) è un vero e proprio nemico della salute fisica: abbassa le difese, scatena allergie. provoca gastrite, palpitazioni, ipocondria e astenia. In realtà, lo stress è un evento naturale e positivo perché attiva le capacità di risposta agli eventi e accende la vitalità.
Lo stress  negativo, quello che cronicizza e fa ammalare, è invece il sintomo di una direzione sbagliato nella quale stiamo costringendo la nostra vita, ingabbiata in attività ripetitive Che non danno modo alla creatività di esprimersi. Il vero stress, quello più infido, nasce da una mentalità sbagliata che porta a condurre una vita “troppo normale”, forse rassicurante, ma sempre uguale: lo stress che genera infelicità nasce infatti dalla noia e dall’adesione a un modello di vita che altri hanno deciso per noi.
La medicina di questo inizio di millennio, sul piano della ricerca scientifica, appare particolarmente interessata al significato biologico e alle implicazioni patologiche dello stress ossidativo.
La maggior parte delle patologie e l’invecchiamento degli esseri viventi sono causati da processi chimici ossidativi, dovuti a una eccessiva produzione di radicali liberi. La presenza dei radicali liberi in organismi viventi ha normalmente conseguenze negative, come il danneggiamento diretto o indiretto del DNA cellulare e la modificazione strutturale delle proteine. Nell’organismo sano esiste un equilibrio fra i meccanismi ossidativi e le difese antiossidanti: in condizioni normali, il potenziale tossico dei radicali liberi è neutralizzato da un complesso sistema di fattori antiossidanti che rappresenta il meccanismo fisiologico di difesa.
Lo stress  ossidativo è l’espressione biologica di un danno che si verifica quando i fattori ossidanfi (farmaci, sostanze tossiche, radiazioni, stati infiammatori, attività fisica troppo intensa ecc.) superano le difese antiossidanti (enzimi come la SQD, il coenzima Q10, le varie vitamine ecc.). Questa situazione può provocare stanchezza cronica; colesterolo elevato; allergie e asma: artrite e artrosi; invecchiamento precoce: malattie autoimmuni: malattie cardiovascolari e neurodegenerative; tumori: ansia e depressione.
L’analisi dello stress  ossidativo ha una durata di circa 15 minuti e viene effettuata tramite una goccia di sangue capillare. [unità di misura per la lettura dei radicali liberi è l’U/Carr (Unità Carratelli). Il valore di riferimento è stato calcolato su un campione di migliaia di persone sane; la distinzione di sesso ed età non ha evidenziato spostamenti dei valori medi ottenuti.
L’invecchiamento delle cellule è inevitabile. Però lo si può ritardare sia con una vita più sana, sia con la somministrazione di quegli elementi di cui ha bisogno l’organismo. Non si tratta di medicine o sostanze tossiche per il corpo, ma di una serie di trattamenti che integrano la carenza di sostanze antiossidanti

Materiale tratto dal libro “Vincere Fatica & Stanchezza” – RIZA

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