22 Febbraio 2020

Stanchezza cronica

Sindrome della stanchezza cronica

Tutti noi abbiamo dei periodi di stanchezza, solitamente transitoria, dovuti a cause conosciute come per esempio lo stress o il superlavoro. Questa stanchezza, tuttavia, migliora con il riposo e non dà troppa preoccupazione.
Se invece la stanchezza diventa cronica, è consigliabile rivolgersi a un medico esperto che possa escludere le molte malattie che, come abbiamo già visto, possono essere alla base di questo sintomo. Circa un quarto dei soggetti che consultano il medico lamentano una stanchezza prolungata, un sintomo comune in molte malattie.
Molti studi indicano che solo alcune di queste persone incontrano i criteri della sindrome da stanchezza cronica. La sindrome da stanchezza cronica (Chronic Fatigue Syndrome, CFS) è un disturbo dalle origini ancora oscure, caratterizzato da stanchezza prolungata e debilitante, e da numerosi sintomi non specifici.
La Complessità della sindrome della stanchezza cronica e l’esistenza di diversi ostacoli allo sua comprensione, rendono necessario un approccio integrato per lo studio di questa patologia e di altre simili. Il concetto di fatica, come abbiamo detto, è di per sé poco chiaro, e sviluppare una definizione operativa di fatica è stato un problema per chi si è occupato di CFS.
Comunque, nello concezione dei ricercatori, il sintomo fatica si riferisce a una spossatezza molto grave, sia mentale che fisica, che si determina anche con uno sforzo fisico minimo, oltreché ovviamente, per definizione, non dovuta a uno malattia nota, e che differisce dallo sonnolenza e dalla mancanza di motivazioni personali. La CFS è presente in tutto il mondo, compresa l’Europa, l’Australia, la Nuova Zelanda, il Canada, l’Islanda, il Giappone, la Russia e il Sudafrica.
La sindrome della stanchezza cronica si presenta più comunemente nei giovani e nelle donne intorno ai 35-40 anni ed è praticamente assente negli anziani (oltre i 65-70 anni).
Bisogna poi ricordare che non esistono esami specifici per confermare la diagnosi di OFS, ma che sono usualmente effettuati quelli per escludere altre possibili cause.
Non esiste ad oggi un farmaco specifico per la CFS. I trattamenti effettuati servono a ridurre i sintomi quali il dolore muscolare e alle ossa e gli stati febbrili associati alla malattia.
Molte persone affette da CFS avvertono stati depressivi e altri problemi psicologici che possono migliorare con un adeguato trattamento. Una moderata attività fisica può essere utile in tutti i casi.

Materiale tratto dal libro “Vincere Fatica & Stanchezza” – RIZA

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