02 Ottobre 2022

Cosa sono gli Yoga Sutra

Yoga Sutra di Patanjali, come abbiamo già accennato, non sono l’originale esposizione di una filosofia, ma un lavoro di compilazione e di riformulazione di un’antica forma di disciplina indiana che, modificata in fasi successive da scrittori indiani, è stata poi praticata dai buddisti, quindi in occidente in differenti e molteplici forme sia da chi si professa credente che da chi dichiara di non appartenere a nessuna fede.
Gli Yoga Sutra di Patanjali abbracciano tutti e sei i tipi di yoga citati proprio perchè nei suoi 196 sutra ha condensato tutte queste forme e pratiche diverse, per questo è chiamato lo yoga regale: i sutra sono suddivisi in quattro libri o sezioni chiamati “pada”. Il significato più semplice della parola sutra è “filo”. Il sutra è per così dire il filo conduttore di un discorso, di una esposizione, il minimo necessario per tenerla insieme, per questo essi sono concisi, disadorni spesso non esiste neanche una struttura completa della frase. Furono scritti per essere ampliati, spiegati, possono essere considerati come titoli di capitoli che l’insegnante svolgeva oralmente, temi di una lezione che il maestro spiegava e attraverso la quale intendeva stimolare la riflessione e la realizzazione nella pratica. Ogni sutra, infatti, contiene una ricchezza di idee e di saggezza per guidare l’aspirante verso una completa conoscenza della sua vera natura.
Patanjali illustra la teoria dei “klesha, gli inquinanti mentali, con una penetrante analisi della struttura psichica dell’uomo.
Quindi è importante seguire la via dello yoga perchè l’uomo è dominato da questi inquinanti che non gli permettono di realizzare quelle che sono le più vere e le più profonde aspirazioni, e proprio per purificarci da ciò che ci impedisce una visione più chiara, Patanjali  ci propone la via degli  otto “anga” o membra, prendendo in considerazione tutti gli aspetti dell’essere umano; per questo possiamo considerarlo uno dei più antichi sistemi olistici di crescita e sviluppo dell’uomo.
Il percorso viene didatticamente presentato in 8 membra o passi, ed è per questo chiamato anche astanga yoga: la conquista di ogni passo porta a lavorare su un aspetto più sottile del nostro essere, cominciando con le abitudini ed il comportamento per poi procedere a lavorare sul corpo, sulla respirazione, e quindi sul funzionamento della mente.
Mi preme evidenziare che già dai primi due passi questo sistema ci conduce ad un lavoro d’introspezione continuo; ogni aspetto della nostra personalità, che si mostra dai nostri comportamenti, dal linguaggio del corpo e dal funzionamento della mente è oggetto di neutrale osservazione e questo ci induce ad una continua revisione delle nostre priorità.
Questo è il percorso indicato da Patanjali: yama , niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana,samadhi. 
Il percorso delle “8 membra” inizia con Yama e Niyama, definiti regole di comportamento; porre l’attenzione al proprio comportamento verso se stessi e verso gli altri ci aiuta ad essere nel “qui ed ora”, presenti alla vita in ogni istante.
Cercheremo brevemente di spiegarne il significato.

Sezione a cura di Lucia Giovenali

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