02 Ottobre 2022

Diversi percorsi per ottenere la liberazione

Questo ritiro della coscienza dal mondo esteriore dei sensi può essere conseguito in modi diversi: con il controllo del corpo fisico che si apre così all’energia cosmica, attraverso la respirazione e gli esercizi fisici, è questo lo hatha yoga, con la concentrazione sui centri psichici (Chakra), atta a risvegliare l’energia cosmica primordiale dell’individuo, è questo il kundalini yoga, concentrazione che si può realizzare anche facendo uso della ripetizione di certe parole o frasi per equilibrare la mente, abbiamo allora il mantra yoga.
In occidente si praticano soprattutto questi tipi di yoga che ci conducono dalla periferia al Centro, si parte dalla nostra dimensione fisica, dal corpo per entrare gradualmente sempre più all’interno, nelle nostre dimensioni più profonde.
Ci sono, però, altre pratiche che si propongono lo stesso obiettivo ma in modi diversi secondo le diverse tipologie dell’individuo (questa è una caratteristica che conferisce un grande senso di  libertà e accoglienza: ognuno deve trovare la propria strada, il proprio percorso….questa visione così ampia ha conquistato gli occidentali forse oppressi da teorie che tendono alla massificazione, da dogmi e dal primordiale senso di colpa) così abbiamo lo jnana yoga loyoga della conoscenza, della saggezza che tende al controllo della mente-pensiero, il bakti yoga che è il controllo della coscienza emozionale attraverso la devozione a un ideale, il karma yoga che è il controllo delle proprie azioni fatte per motivi non egoistici.
Parto dal Centro, mi evolvo, raffino e perfeziono le dimensioni della mente o del cuore per espandermi ora verso la periferia con un atteggiamento diverso da quello solito emotivo- reattivo, porto sul mondo che mi circonda uno sguardo diverso, più profondo che mi permette di andare al di là della superficie.
Arriviamo al Raja Yoga: la via di Patanjali che comprende tutte le altre vie, appena elencate, per questo considerato come Yoga Regale.
Il saggio Patanjali (II/III sec. d.C.) organizzò in modo sistematico lo Yoga ( con la trascrizione degli Yoga Sutra) che pure esisteva già da molti secoli ma che era tramandato solo oralmente da Maestro a discepolo.
Esistono molte ipotesi sia sull’originalità dell’ Astanga Yoga che sulla redazione degli yoga sutra:
“Per alcuni autori contemporanei questa redazione non è molto comprensibile probabilmente perché si tratta di un tentativo di mettere in sintesi materiali precedenti presi da varie tradizioni che sono poi state messe insieme da Patanjali. Parecchi studiosi hanno cercato di ricostruire l’originale e qui si sono sbizzarriti i vari filosofi ognuno con un’idea diversa. 
In genere un filosofo ha un idea di quello che secondo lui è l’essenza del testo,che una volta individuata necessariamente ha bisogno di essere coerente, e quando egli trova quei passi che non rientrano nella sua linea, dice che sono aggiunte posteriori e li cancella. 
Se non c’è un accordo dei filosofi a maggioranza almeno su nessuna ipotesi, vuol dire che non possiamo in nessun modo arrivare a conclusioni oggettive sul testo. Quindi lo dobbiamo prendere come se fosse un testo unitario.” 10 
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10 Bergonzi M. dispensa non datata di Yoga mentale Isfiy di Roma 2000/2005

Sezione a cura di Lucia Giovenali

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