24 Settembre 2022

Le sub-personalità

“…la psicosintesi è rigorosamente sperimentale: nulla è pura ipotesi o teoria per il piacere della teoria. Ogni modello concettuale, ogni tecnica, sono stati adottati perche’ funzionano e producono risultati concreti nella vita delle persone. La psicosintesi quindi trova la sua validità e la sua autorità in se stessa, nel fatto che produce risultati significativi ed espande la nostra conoscenza della psiche umana. 
Il punto di partenza, nel presentare la psicosintesi, non può che essere il punto di partenza di qualsiasi indagine nell’animo umano: 
la molteplicità – quella straordinaria molteplicità e varietà che si trova entrando nel mondo interiore di ognuno di noi. È una molte plicità spesso fatta di dissonanze e paradossi: impulsi, tendenze, idee, emozioni che sembrano lontanissimi gli uni dagli altri e che pure sono costretti a essere vicinissimi, perché tutti albergano in un solo individuo. 
E di momento in momento questo individuo può sentirsi alter nare dall’egocentrismo più sfrenato a un genuino altruismo, dalla disperazione all’estasi, dal pregiudizio alla intuizione liberatoria. E proprio questa paradossale vicinanza di stati diversi che è così carat teristica della condizione umana”62
La nostra psiche é divisa in varie correnti di coscienza, che hanno una loro indipendenza e pur essendo presenti simultaneamente in noi si ignorano.
Parliamo delle “personalità multiple” e senza arrivare a forme estreme (come la schizofrenia) possiamo considerarle una molteplicità di bisogni: se noi comin ciamo a esplorare la nostra psiche ci rendiamo conto di essere divisi in vari tratti caratteristici, molto spesso in conflitto gli uni con gli altri.
Nella psicosintesi si cerca di identificare questa moltitudine di sub-personalità e dare loro un nome, si cerca di capire la loro storia, le loro caratteristiche.
Naturalmente questo modo di essere, comune per tutti noi, e sconosciuto è fonte di conflitto e di inconsapevolezza, poiché uno è prima una sub-personalità, poi è attratto da un’altra, poi si identifi ca con un’altra ancora, in maniera disordinata e casuale. E’ uno stato di incoerenza, in cui ci si sente frammentati e confusi.
Ma se conosciamo bene le sub-personalità che vivono in noi, se possiamo guardarle da una certa distanza, non ne siamo più posseduti ma le possediamo: negarle sarebbe come nutrirle, anziché essere “usati” inconsciamente dalle varie sub-personalità le usiamo come tramite di espressione, ecco che parliamo di accettazione e disidentificazione.
La psicosintesi offre una visione molto ottimista, perché afferma che in una sub-personalità apparentemente negativa si può scoprire una forza viva, capace di dare un contributo al resto della personalità. All’interno di ogni sub-personalità c’è un bisogno vitale che deve essere soddisfatto. Se questo bisogno è soddisfatto, tutto va bene; se questo bisogno è rifiutato o represso, si manifesta appunto come conflitto e frustrazione.
Assagioli dice: “…dopo aver visto coraggiosamente tutte le nostre possibili sbpersonalità non dobbiamo restarne turbati, scoraggiati o tanto meno impauriti; la molteplicità é grande, i conflitti sono numerosi e penosi; ma in fondo questa molteplicità é ricchezza? I grandi uomini sono stati spesso i più complessi, quelli che hanno presentato i maggiori contrasti. Potrei fare una lunga enumerazione: basterà accennare a San Paolo, al Petrarca, a MIchelangelo, A Tolstoj, allo stesso Goethe. Invece uomini naturalmente equilibrati lo sono spesso per povertà interiore…..” 63 
Le sub-personalità quando non armonizzate restringono il nostro campo di coscienza, lasciano entrare solo gli elementi psichici e le percezioni compatibili con loro stesse, occorre allora trovare un Centro in noi che sia al di sopra delle parti e che sia compatibile con tutti gli ele menti psichici senza negarli ma accordandoli e traendo da essi il meglio. Questo Centro è il nostro “io”.
Ci sono molte tecniche per riconoscere le sub-personalità, per la psicosinte si molto spesso basta domandare a una persona di riflettere sulle sue sub-personalità; oppure si possono usare esercizi di visualizzazione come per esempio immaginare di entrare in una casa in cui c’è una festa, con tanti personaggi e descrivere chi vediamo, chi sono questi personaggi, che cosa stanno facendo e dicendo, quali sono i rapporti fra loro.
Una tecnica, più attiva prevede l’uso delle maschere, in  un’altra tecnica molto potente si utilizza la voce: si può, per esempio, domandare a un individuo di impersonare a turno ogni sub-personalità mediante le tonalità della voce, questo aiuta molto perché la voce che si impersona tende a diventare spontanea, e aiuta a identificare con più precisione le varie sub-personalità.
E una volta individuate scopriamo che sono in conflitto: si può sentire, ad esempio, l’esigenza di rischiare ma allo stesso sentire dentro un impulso prudente e conser vatore, si può avere una sub-personalità seria e una allegra.
Se cerchiamo di impedire la realizzazione di quella sub-personalità a favore di un’altra proveremo un senso di insoddisfazione, e di incompletezza.
E’ necessario seguire la naturale tendenza “sintropica “ della natura e della natura cellulare verso l’unità e l’armonia.
Il lavo ro autoformativo, educativo e terapeutico consiste nel favorire que sta tendenza all’armonia e alla sintesi. La sintesi è la coincidenza di quegli opposti che prima erano in guerra tra loro e laceravano l’individuo, è armonia e collaborazione. Riusciamo così a includere la nostra parte maschile e quella femminile senza che entrino in con flitto, la forza e la dolcezza, la voglia di giocare e il desiderio di lavorare, la luce e l’ombra, così che queste componenti diventino un tutto armonico”. 64 
In molte raffigurazioni artistiche o mitologiche questa unità viene rappresentata con personaggi o Dei androgini come per esempio alcune che raffigurano il Buddha uomo/donna che emana dalle sue dita tutti i colori dell’arcobaleno, che sappiamo essere simbolo di totalità.
Lo psichiatra cecoslovacco, Stanislav Grof, nell’arco di trent’anni, ha registrato lavorando con LSD, che l’inconscio tende ad agglutinarsi, tende cioè a raggrupparsi in varie entità, o in varie isole formando, per così dire, un arcipelago, quello che Grof chiama “i sistemi delle esperienze compresse”.
Se noi abbiamo una serie di esperienze che hanno qualche tema in comune queste tendono ad aggregarsi con altre esperienze simili.
Ogni volta che ci troviamo a vivere un’esperienza questa energizza tutto l’intero sistema di esperienze condensate e si possono avere reazioni spro porzionate.
Tutto ciò ci fa pensare alla teoria dello yoga di cui abbiamo precedentemente parlato: agli impulsi inconsci dei  samskara e delle vasana che determinano il nostro comportamento attuale
Anche se non ricordiamo ciò che ci é successo a quattro, cinque anni, o anche solo la settimana scorsa, tutto  é registrato fedelmente nell’inconscio.
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62 Ferrucci Piero Introduzione alla Psicosintesi idee e strumenti per la crescita personale Mediterranee Roma 1994
63 Assagioli Roberto Psicosintesi per l’armonia della vita Astrolabio Roma 1993
64 Ferrucci Piero op. cit.

Sezione a cura di Lucia Giovenali

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