02 Ottobre 2022

Le tecniche della psicosintesi

Assagioli ha messo a punto più di quaranta tecniche ed esercizi volti a favorire la psicosintesi personale e lapsicosintesi transpersonale. Molte tecniche sono originali, altre sono mutuate da scuole diverse. Di chiara matrice orientale è la tecnica della disidentificazione.
Per il primo traguardo, a parte le iniziali tecniche di tipo psicoanalitico: l’autobiografia e il diario, il rispondere a determinati questionari, l’inventario della propria personalità, l’accettazione, la biblioterapia (intesa come sana alimentazione psicologica), la catarsi, l’analisi critica, la disidentificazione, la musicoterapia, la cromoterapia; l’attivazione e l’uso della volontà, la tecnica della semantica (il potere nascosto e antico delle parole), il modello ideale, la trasformazione delle energie (soprattutto di quelle aggressive e sessuali).
Per la seconda mèta, la psicosintesi transpersonale, Assaggioli ha proposto le tecniche meditative (in particolare la meditazione riflessiva, quella recettiva e quella creativa), egli afferma: …. Dopo questa preparazione dobbiamo fare silenzio dentro di noi; e questo si può ottenere mediante i vari stadi della meditazione… E’ importante attraversare… il livello emotivo ed immaginativo e non disperdersi nelle impressioni psichiche…”. La coscienza deve essere tenuta ad un alto punto di tensione interna. Questa tensione, che è una consapevolezza vigile, una “presenza”spirituale a noi stessi, è la condizione essenziale per ogni conquista spirituale. Essa può essere considerata una combinazione dell’intenzione e dell’attenzione.
“… Questa tensione è seguita dal silenzio, un silenzio vivente, che crea le condizioni necessarie per ogni rivelazione”.
Ancora lo sviluppo dell’intuizione, l’esercizio basato sulla Divina Commedia di Dante, l’esercizio sulla leggenda del Graal, l’esercizio della montagna, quello dello sbocciare di una rosa61 ed altri ancora.
Quindi da questa metodologia possiamo evincere che come psichiatra aveva anche ben chiaro che prima di parlare di“transpersonale” occorre anche proporsi una psicosintesi “personale”, per renderci individui più armonizzati col mondo trasversale e anche perché lo spirituale non costituisca una fuga da sé e dalle proprie responsabilità.
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61 Il fiore è stato usato come simbolo dell’Anima e del risveglio spirituale, sia nelle tradizioni orientali che in quelle dell’Occidente. In India si utilizza soprattutto il simbolo del Loto, che corrisponde in qualche modo alla nostra Ninfea: ha radici nel limo, il suo stelo è nell’acqua, mentre il fiore si apre nell’aria sotto i raggi del sole. In Persia e in Europa è stata usata per lo più la Rosa. Di solito viene proposta l’immagine del fiore già aperto, come simbolo dello Spirito, e la sua visualizzazione ha un forte potere evocatore. Ma ancora più efficace si è dimostrato l’uso dinamico del simbolo, cioè la visualizzazione dello sviluppo dal bocciolo chiuso fino al fiore completamente aperto. Il simbolo dello “sviluppo” corrisponde a una realtà profonda, ad una Legge fondamentale della vita che si manifesta tanto nei processi della natura, quanto in quelli dell’animo umano. Il nostro Essere spirituale, il Sè, che è la parte esenziale e più reale di noi, è, di solito, celato, chiuso, “avviluppato”: anzitutto dal corpo con le sue sensazioni; poi dalle molteplici emozioni e impulsi (paure, dubbi, desideri, attrazioni e repulsioni, etc.) e dalla attività mentale inquieta e tumultuosa. È necessario togliere o “allargare” questi viluppi, affinchè si riveli il Centro Spirituale.

Sezione a cura di Lucia Giovenali

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