02 Ottobre 2022

Strutturazione della psiche

Strutturazione della psiche nella psicosintesi

Spesso tendiamo a dimenticarci che nel nostro interno, gli uni accanto agli altri, coesistono atteggiamenti, emozioni, e pensieri diversissimi tra loro. Noi siamo un microcosmo. Invece ci identifi chiamo con lo stato d’animo di cui siamo coscienti in un dato momento, e volendo essere “tutti d’un pezzo” , trascuriamo la straordinaria varietà della fauna psichica che vive in noi, così contraddittoria e complessa perché riflette l’intero cammino evolutivo della specie umana.  L’ Ovoide
L’Ovoide
1.      Inconscio inferiore
2.      Inconscio medio
3.      Campo della conoscenza
4.      Io o sé cosciente
5.      Inconscio superiore o supercosciente
6.      Io o sé superiore, spirituale (transpersonale)
7.      Inconscio collettivo
La psicosintesi illustra queste realtà usando  un dia gramma, uno schema grafico a forma di uovo per indicare alcune distinzioni fondamentali:
1.  Inconscio inferiore: nella parte più bassa del diagramma, in esso hanno origine e sono contenute:
 – le attività psichiche elementari che presiedono alla vita orga nica;
  – la coordinazione intelligente delle funzioni fisiologiche;
  – le tendenze e gli impulsi meno differenziati;
  – i complessi psichici a forte tonalità emotiva;
  – sogni e attività immaginative di tipo elementare e inferiore.
  L’inconscio inferiore è la parte di noi che è più primitiva e bam bina.
Il nostro compito consiste nell’acquisire un certo grado di conoscenza e padronanza di questa parte di noi stessi: entrare in contatto con questo mondo, sviluppare familiarità con le sue energie, diventare capaci di dirigerle e convogliarle.  
2.   Inconscio medio: nella parte centrale.
L’inconscio medio: rappresenta tutto ciò di cui non siamo coscienti in un determinato momento, ma con cui possiamo entrare in contatto a volontà, come se fosse in un archivio.
E’ formato infatti da elementi psichici simili a quelli della coscienza di veglia e a questa facilmente accessibili.
Vi avvengono anche l’elaborazione delle esperienze fatte, la pre parazione delle future attività, gran parte del lavorio mentale e immaginativo. L’attività che vi presiede si potrebbe definire come una specie di “gestazione psichica” che precede l’affioramento nel campo della coscienza.
3.  Campo della coscienza: posto al centro dell’inconscio medio, c’è l’area della coscienza che comprende tutto ciò di cui siamo consapevoli in ogni momento, del flusso continuo di percezioni, stati d’animo, pensieri, immagini, progetti, ecc. Ma chi ha tutte queste idee, queste emozio ni, stati d’animo e sensazioni? Che cos’è l”‘io”?
4.  Io o sé cosciente:  quando l’io si identifica con ciò che proviene dal campo della coscienza esso é sballottato qua e là, possiamo però disidentifi carci da questo flusso di contenuti e ritrovare il nostro “io”, ciò che noi siamo, il nostroCentro di coscienza. Questa é un’esperienza fondamentale nel processo di maturazione psicologica. : “Noi siamo dominati – dice la psicosintesida tutto ciò con cui ci identifichiamo, ma possiamo padroneggiare e dirigere tutto ciò da cui ci disidentifichiarno”. E questo coincide perfettamente con la visione dei processi mentali affermati nella scienza dello yoga.
5.   Superconscio: si trova nella parte alta del grafico, in quanto è il livello più elevato dell’inconscio, l’origine di tutti i nostri stati più felici.
Il sopraggiungere di elementi del superconscio nell’ area della coscienza ci fa entrare in uno stato di grazia. Il superconscio è il potenziale dell’umanità, la sorgente della creatività artistica, dell’ illuminazione, dell’estasi, degli slanci altrui stici, e di tutto ciò che ha ispirato i grandi geni, i grandi artisti e i grandi mistici. Il superconscio è fondamen talmente diverso dal nostro modo solito di sentire e di pensare, ha un altro linguaggio e quindi non può essere direttamente assimilato nell’area della coscienza.
I suoi contenuti sono più vasti, intensi e luminosi e se affiorassero in maniera troppo veloce e abbondante potreb bero sconvolgere la personalità, per cui entrano in azione dei meccanismi di difesa che filtrano e censurano questi contenuti.
6.    Sé transpersonale: situato in cima come una stella, che rappresenta la fisiologia dell’anima, la parte centrale del super conscio, l’essenza più vera del nostro essere dove non ci sono più blocchi o ansie, non c’è più dualismo e senso di separazio ne. E’ il centro unificatore di tutti gli elementi psichici.
Non c’é una distinzione tra il sé personale e il Sé Transpersonale; sono entrambi aspetti di una stessa realtà, la pura coscienza di essere senza contenuti, l’ ‘io” è una emana zione o proiezione del Sé nella personalità cosciente,  è il culmine dell’individualità conquistata in milioni di anni.
Il Sé, pur mantenendo questo senso di individualità ne trascende i limiti  e possiede la percezione dell’ universalità.
7.   L’inconscio collettivo: gira tutt’intorno all’ovoide, rappresenta la psiche umana, argomento assai diffuso da Jung e che lo ha ispirato nella sua ricerca sugli archetipi.
Tutti noi siamo immersi in un oceano di pensieri e di emozioni, abbiamo un retaggio comune di esperienze che non appartengono soltanto a noi, ma a tutta l’umanità.
E’ in rapporto a questa concezione dell’essere umano che la psicosintesi si propone come primo passo, di esplorare l’inconscio inferiore che ovviamente non é intriso di connotazioni negative, ma si tratta di energie vitali che costituiscono la parte più primiti va di noi e di cui occorre diventare coscienti per vedere in che modo ci controllano.
Anche se su questo fronte psicosintesi e psicana lisi hanno lo stesso obiettivo per la psicosintesi non è necessaria un’indagine pro lungata dell’inconscio inferiore in tutti i suoi aspetti.
Si può affrontare ciò che alberga nel nostro inconscio affinché possa avvenire una crescita anche in tempi relativamente brevi.
La psicana lisi invita a conoscere l’inconscio, ma ciò non basta: bisogna anche imparare a dirigerlo. 
Per poter fare questo é necessario diventare coscienti dell ‘ “io” o sé personale che anziché essere manipolato e travolto da elementi consci e inconsci, può conoscerli meglio, distanziarsene, e, dopo essersi ritrovato come Centro di coscienza e di volontà, dirigerli senza reprimerli.
Un altro compito psicosintetico è l’espansione della coscienza.
Riuscire ad entrare in contatto con quella vastità di risorse e potenzialità che dimorano nel superconscio.

Sezione a cura di Lucia Giovenali

Related posts