15 Novembre 2019

Aikido

Le arti marziali giapponesi non sono delle semplici tecniche di combattimento dirette alla sopraffazione violenta del l’avversario: il guerriero, nella cultura Zen, conosce la violenza e l’aggressività, ma sa anche che, perché queste possano esistere, è necessario conoscete pure la pace, l’armonia e lo spirito di collaborazione.
Per questo motivo egli si avvicina alle arti marziali in tenera età, quando è più recettivo, e affianca alla loro pratica quella della filosofia buddista Zen di cui le arti marziali divengono l’applicazione pratica.
Esse nascono, prima di tutto, come tecniche di autodifesa basate, fondamentalmente, sull’ individuazione e lo sfruttamento dei punti deboli del nemico, che viene affrontato e battuto assecondandone i movimenti e sfruttando la sua stessa forza contro di lui.
L’ aikido è una arte marziale nata dalla sintesi di altre tecniche, quali il ju jutsu classico e il kenjutsu (arte della spada), e s’ispira pienamente alla tradizione appena citata. Il nome significa “via dell’energia e dell’armonia” (ai, armonia, ki, energia cosmica che è già dentro ognuno di noi fin dalla nascita, do, via).
Lo scopo principale di questa disciplina è quello di raggiungere un equilibrio tra corpo e – te, in modo tale da permettere, a colui che la pratica, di difendersi se attaccato. Per questo motivo non è prevista una fase agonistica che non riuscirebbe a far altro che distogliere il guerriero dal suo unico e autentico obiettivo.
L’ aikido si basa su movimenti circolari che consentono di sfruttare a proprio favore i principi delle leve e dei punti di rottura degli equilibri delle forze.
La perfetta esecuzione di questi movimenti è talmente armoniosa da sprigionare una leggerezza e una fluidità tale da far apparire il guerriero quasi come un danzatore.
Questo, però, non deve far dimenticare che l’aikido rimane una tecnica marziale di difesa finalizzata alla neutralizzazione dell’avversario.
L’ aikido trae la propria efficacia da una serie di mosse che si traducono in bloccaggi, lese articolari e proiezioni di uno o più aggressori armati o disarmati, che si basano sul principio della rotazione sferica. La maggior parte delle tecniche di aikido possono essere eseguite sia armati di spada (bokken) o di bastone (jo) sia a mani nude.
La tecnica dell’ aikido si avvale dell’energia prodotta dal contatto con l’avversario e, pertanto, il primo obiettivo è quello di entrare nel suo raggio d’azione: la forza che si sprigiona provoca lo squilibrio dell’assalitore con la conseguente sua immobilizzazione.
L’energia deve essere prodotta non dalla forza bruta, o, peggio, dalla foga violenta, bensì da movimenti semplici, precisi e composti.
In questo modo s’impara a capire quando il corpo dell’avversario è poco stabile per sfruttare il suo stesso movimento e giungere così alla mossa d’attacco.

Tratto dal libro “Zen” – Key Book

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