15 Novembre 2019

Karate

A differenza dell’aikido, il karate è un arte da combattimento da praticare a mani nude.
L’obiettivo primario del karate è quello di attaccare l’avversario utilizzando principalmente le mani, ma ricorrendo anche alle braccia, alle ginocchia e ai piedi.
La fase di difesa prevede, invece, una serie di contromosse, tese a neutralizzare quelle offensive, che sono definite “parate”, e diverse tecniche di immobilizzazione.
In verità, il termine karate è entrato nell’uso solo a partire dal 1930: il nome originale della disciplina era To De (letteralmente “mano della Cina”), ma visto che l’ideogramma To si può anche pronunciare Kara, all’inizio del XX secolo si cominciò a pronunciare gli ideogrammi To De come Kara-Te.
Il termine kant, in giapponese, significa anche “vuoto” perciò, questo cambiamento di pronuncia portò al doppio significato di Kara-Te che, quindi poteva essere inteso sia col vecchio significato di “mano della Cina”, sia come “mano vuota”, quest’ultimo più affine e in linea con gli ideali filosofici del buddismo Zen.
L’immediato successo riscosso del termine karate evidenzia il desiderio di stabilire una relazione tra questa arte marziale e la dottrina Zen. Da qui lo studio e l’insegnamento del karate-e/o e cioè la “via del karate”.
La parola Do si raffigura con l’ideogramma del piede che simbolizza l’andare, il camminare, per cui il senso del karate-do è quello di divenire la corretta interpretazione del karate e il suo giusto impiego: il cammino per raggiungere il Satori attraverso la pratica dell’arte marziale.
Il karate-do ha come scopo quello di allenare la mente, affinché il migliorare la tecnica dell’arte marziale sia di aiuto a migliorare lo spirito di chi la pratica.
In questo modo si sviluppa una coscienza interiore utile ad affrontare, sinceramente e autenticamente, il mondo.
La mente e la tecnica devono divenire un’unica cosa, ma il Do, cioè la via segnata dai maestri, supera per importanza la tecnica di esecuzione dell’arte, altrimenti si testa in quel limbo di superficialità richiesto dalla mente razionale.
Il karate, visto solo come attività fisica, ha come obiettivo la vittoria sul compagno nella gara, mentre il Karate-do cerca di condurre chi intende intraprenderlo alla vittoria nella vita.

Tratto dal libro “Zen” – Key Book

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