20 Agosto 2019

Cefalea

Cefalea
Cefalea
Mal di Testa
Cefalea muscolo-tensiva
È la forma di cefalea più diffusa, della quale soffrono indistintamente uomini e donne (queste ultime in percentuale leggermente superiore). Si manifesta con un dolore che inizia nella parte posteriore della testa e si diffonde in quella anteriore, fino a interessare entrambi i lati del capo. Può coinvolgere le tempie e gli occhi e provoca quella sensazione di “cerchio alla testa” sperimentata almeno una volta da chiunque. Il dolore è persistente, ma di un’intensità lieve o media che generalmente non impedisce l’esecuzione delle normali attività; talvolta, può essere accompagnato da una sgradevole sensazione di rigidità della nuca, da uno stato di leggera nausea e da ansia. Questa forma di cefalea si definisce episodica quando le crisi dolorose si manifestano per meno di quindici giorni al mese, cronica quando il sintomo persiste continuativamente per più di sei mesi di seguito. In entrambi i casi è provocata da uno stato di contrazione involontaria e persistente della muscolatura di collo e spalle. Si innesca così una specie di circolo vizioso: i muscoli contratti si infiammano, ciò provoca dolore e irrigidimento con un ulteriore aumento della contrattura.
I motivi scatenanti possono essere differenti: da quelli psicologici, come momenti particolarmente impegnativi, di tensione emotiva, stress e frustrazione, a quelli fisici, come la mancanza di riposo e le scorrette abitudini posturali protratte nel tempo.
Cefalea a grappolo
È la forma meno frequente ma in assoluto più dolorosa: è una cefalea ritmica in cui gli attacchi si raggruppano in certi periodi dell’anno, specie in autunno e primavera. Colpisce più gli uomini che le donne – in un rapporto di 5-7 a 1 – in particolare nella fascia d’età compresa tra 15 e 50 anni, con un picco tra 20 e 30 anni.
Si manifesta con un dolore trafittivo e lancinante che sopraggiunge all’improvviso ed è localizzato in una metà del capo, intorno all’occhio e allo zigomo. Nel giro di 15 minuti diventa di una violenza inaudita, tanto da essere considerato uno dei dolori più forti che l’uomo riesce a sopportare. Spesso è anche accompagnato da altri sintomi: lacrimazione e irritazione della congiuntiva, congestione nasale, arrossamento e gonfiore dell’occhio dolorante, contrazione della pupilla. Durante l’attacco, inoltre, non si riesce a stare fermi, perché mantenere stabilmente una qualsiasi posizione può aumentare il dolore. Le crisi possono durare da 15 minuti a tre ore – mediamente però da mezz’ora a un’ora –‘ e si ripetono da un minimo di una volta ogni due giorni a un massimo di otto volte nell’arco di ventiquattrore. Spesso si presentano a orari fissi – di preferenza nella fascia compresa tra le nove di sera e le dieci del mattino – e scompaiono improvvisamente come sono nate, lasciando però in una condizione di estrema prostrazione.
La cefalea a grappolo si può manifestare in due forme diverse:
• episodica, quando gli attacchi sono intervallati da un periodo variabile tra sette giorni e alcuni mesi, con fasi di remissione di più di due settimane;
• cronica, se gli attacchi avvengono giornalmente e si protraggono per più di un anno consecutivo.

Tratto da “I manuali del benessere” del Corriere della Sera

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