18 Febbraio 2020

La sessione di rebirthing

Durante la sessione di rebirthing , in alcuni rari casi possono verificarsi sensazioni spiacevoli molto forti come senso di soffocamento, vertigini, senso di vomito ecc. Se persistono nelle sedute che seguono il training va sospeso. Possono anche verificarsi delle sensazioni fisiche e psichiche particolari anche di una certa entità, dette scariche autogene. Fisicamente possono localizzarsi su vari organi e regioni del corpo sotto forma di vibrazioni, formicolii, senso di caldo o di freddo, difficoltà nella normale respirazione ecc. A livello psicologico si può essere presi da senso di paura o da gioia. Si possono avere visioni collegate al proprio vissuto che procurano angoscia o serenità ecc.

Le scariche autogene non devono preoccupare, mantenendo la calma e il rilassamento infatti il più delle volte svaniscono da sole. È fondamentale impostare la seduta spiegando, prima di iniziare la respirazione, che le sensazioni che potranno emergere sono da accogliere positivamente, sia quando sono sensazioni piacevoli come il riso, l’euforia e il benessere, sia quando sono dolorose, come il pianto o il momentaneo affiorare di ansie, emozioni e ricordi spiacevoli. Tutte le manifestazioni sono espressione del processo di liberazione e può accadere che riappaiano, talvolta, anche dolori fisici di traumi dimenticati. Se una persona prova dolore in corrispondenza di una vecchia ferita, ciò significa che il prana, l’energia, è al lavoro proprio per guarire le tracce del trauma rimaste a livello energetico anche quando la parte fisica sembra perfettamente guarita.

Perciò è importante che il rebirther favorisca, in ogni caso, l’attraversamento” di queste eventuali fasi dolorose, tranquillizzando il soggetto e facendogli comprendere il senso di ciò che gli sta accadendo. Il primo passo della tecnica consiste nell’apprendere e nel praticare la respirazione in modo corretto sotto la guida di un insegnante esperto. Si inizia con una inspirazione consapevole, lenta e profonda. Quando i polmoni sono pieni d’aria, si lascia uscire il respiro. La forza dell’inspirazione e il naturale lavoro muscolare daranno luogo all’espirazione. Non c’è bisogno di controllo: il respiro uscirà da solo, senza ricorrere a una spinta volontaria.

Finita l’espirazione ricomincia subito l’inspirazione: non bisogna lasciare alcuna pausa. E quando l’inspirazione avrà riempito i Polmoni, si espira subito, anche in questo caso senza fare pausa. Il respiro avrà allora un andamento circolare, fluido, continuo che metterà in contatto con il profondo del proprio essere. Si può respirare o solo con il naso o solo con la bocca. Se si inizia a respirare attraverso il naso, si continua così, espirando poi attraverso di esso. Se invece è intasato si può usare la bocca, ma allora sia l’inspirazione sia l’espirazione devono avvenire attraverso la bocca. La respirazione viene eseguita solo attraverso il naso o solo attraverso la bocca.

La prima modalità è indicata nei momenti di calma, di tranquillità. La seconda nelle situazioni di maggiore intensità emotiva. In genere la seduta dura un’ora, ma alcune situazioni necessitano di un tempo leggermente più corto o più lungo. L’importante è lasciarsi andare a quanto affiora. Prima di accomiatarsi, terapista e paziente commentano e condividono quanto è venuto fuori, in modo da capire, accettare e integrare il vissuto emerso. Non è però con la semplice comprensione mentale che può avvenire la trasformazione dei pensieri negativi e autolimitanti e il loro abbandono, occorre accorgersi, nel mentre si rivive un’emozione, del suo manifestarsi e della sua relazione con i fatti esteriori e quelli interiori. Da questo accorgimento sorge la comprensione liberatrice attivata dal respiro consapevole praticato durante la seduta di Rebirthing. L’inizio della pratica è, nel Rebirthing, preceduto da un colloquio, con rapido esame della storia del soggetto e chiarificazione degli obiettivi a breve e a lungo termine.

È sufficiente poco spazio, ma il luogo deve essere tranquillo, comodi gli abiti in modo che nulla impedisca la libertà di movimento. Brani musicali adatti possono accompagnare la respirazione. Le sedute individuali si concludono con il rilassamento. Il Rebirthing può essere praticato a qualsiasi età e in un contesto corretto non c’è assolutamente nulla da temere: lo confermano anni di lavoro durante i quali i rebirther esperti hanno seguito persone molto anziane o con disturbi cardiaci, epilettici, tossicodipendenti, qualche psicotico, asmatici.

Chi si accinge a respirare, oltre a essere ovviamente messo a proprio agio, è informato, a grandi linee, su quanto può accadere e sull’atteggiamento corretto da assumete. Al Rebirthing “a secco” possono anche accompagnarsi sedute in acqua, sia calda sia fredda, diverse per intensità e attivazione dei fenomeni. Si raccomanda al rebirther una lunga esperienza di sedute singole prima dell’eventuale organizzazione di gruppi.

La pratica collettiva, sovente consigliata e per certi aspetti complementare a quella singola, rende possibili validi scambi e una forte interazione energetica. Non si organizzano però sessioni allo scopo di affrontare temi specifici quali nascita, creatività, denaro, o con elevato numero di partecipanti. E questo uno dei punti che differenzia il Rebirthing ad Approccio Transpersonale dalle scuole di origine statunitense ormai presenti anche in Europa.

 

tratto da  “Rebirthing”  a cura di  Silvia Canevaro  Ediz. The Art Book

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