26 Settembre 2022

Ritmi respiratori

Ritmi respiratori, personalità e stati di coscienza

“Swar swarodayam, l’antico studio yogico del respiro, è un’ampia e intricata scienza che sottolinea le relazioni tra i ritmi respiratori e gli stati della coscienza. Il flusso che raggiunge le diverse parti del corpo incide sulla consapevolezza in modo molto specifico. 
La ritmicità del ciclo respiratorio è parte necessaria all’equilibrio naturale dell’individuo. Se una narice rimane aperta per troppo tempo, porta ad estendere la predominanza di un aspetto della personalità, cosa che può indicare un malfunzionamento. Lo studio di entrambi gli aspetti della personalità, il maschile, il femminile, il giorno e la notte, loyin e lo yang per il Tao, è basilare nello yoga. Si pensa che essi rappresentino non solamente due aspetti della vita mentale, ma anche due diversi modi di funzionamento fisiologico. Il ritmo del metabolismo cambia per adeguarsi ai cambiamenti della coscienza. Ad esempio, il sistema relativo alla parte destra del corpo è considerato più attivo sia in termini di metabolismo interno che di comportamento esterno. Esso comprende processi metabolici come la digestione, la defecazione e l’esercizio fisico.  
Gli studenti di yoga hanno da tempo compreso che questi due sistemi o modalità si alternano. Prima predomina una, poi l’altra. 
È stato osservato che quando una sola narice resta attiva per un tempo vicino alle ventiquattro ore, si potrà manifestare una malattia seria.  
Ci sono molti esercizi yoga sulla respirazione che comportano la chiusura per mezzo delle dita prima di una narice poi dell’altra, per realizzare modalità di flusso alternato; il che è di aiuto nell’instaurare il ritmo naturale. Gli studenti dei livelli più avanzati imparano anche a padroneggiare e regolare costantemente (senza usare le mani), il flusso respiratorio attraverso il lato più consono alle circostanze ed alle attività da svolgere. 
È stato anche scoperto che questa alternanza è in armonia con il ciclo che riguarda le narici.”  
Gay Luce, uno scrittore di spicco in materia di bio-ritmi rileva:  
Chiunque abbia un raffreddore… si rende conto che di regola non si respira contemporaneamente con ambedue le narici,  le alterniamo. I maestri di yoga, che imparano ad alternare volutamente la respirazione attraverso l’una e l’altra narice…, conoscono questo semplice ciclo respiratorio. Normalmente l’individuo respira attraverso una narice all’incirca per tre ore, mentre i tessuti dell’altra sono leggermente congestionati. Nelle tre ore successive respirerà in modo predominante con l’altra narice. I ritmi di tre ore possono essere considerati le sotto-unità elementari della nostra fisiologia”. 
Quando la narice destra è aperta, diventa predominante la parte destra del corpo (e quindi l’emisfero sinistro del cervello). In questa fase ci si accorge che si è “in una vena” di maggiore aggressività e di rapporti improntati a maggiore determinatezza. Gli yogi che hanno studiato più a fondo questo fenomeno hanno scoperto che in questo periodo riesce più facile agire efficacemente ed imporsi. Per contro, quando la narice sinistra è aperta e il sistema opposto è predominante, trovano spazio funzioni di tipo passivo. In questa fase sia il corpo che la mente sono inclini al riposo e alla ricettività. 
Lo yoga offre delle tecniche per attivare l’una o l’altra delle narici.  
Coloro che hanno raggiunto stadi più avanzati nel training raggiungono lo scopo mediante la sola concentrazione mentale. 
Sebbene l’alternarsi ritmico tra le due parti sia, di regola, corretto, esiste un’altra possibilità.  
Il respiro, cioè, può scorrere egualmente da ambedue le narici e questo, naturalmente, agevola l’integrazione fra le due modalità (sinistra e destra). Una sintesi dei due aspetti della personalità conduce a livelli di funzionamento più creativi e soddisfacenti.  
Dalle due radici ha che significa Sole e tha che significa Luna è derivato il termine hatha. e ricordiamo che pingala, il canale di destra, ha come simbolo il Sole e ida, il canale di sinistra, la Luna. 
Hatha Yoga è la disciplina attraverso la quale si consegue l’integrazione dei due canali. Quando le due parti di sé si saranno equilibrate, si manifesterà un senso di grande pienezza della personalità. Il flusso dell’energia nel corpo verrà allora percepito come meno sbilanciato e più “centrale”. Questo è uno stato particolarmente adatto a favorire la pratica della meditazione. È la fase in cui, appunto, l’energia interna si muove centralmente, assai vicino all’asse del corpo e in cui il soggetto si può dire abbia “aperto” il terzo canale, o canale centrale (nadi), chiamato sushumma. Questo è il momento per volgere l’attenzione all’interno.

Sezione a cura di Lucia Giovenali

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