Ipertensione come rischio per la salute

Una pressione molto alta oppure un susseguirsi di rialzi pressori per lungo tempo costringe il cuore a un intenso superlavoro perché il sangue arterioso pompato verso la periferia incontra una maggiore resistenza. Anche le arterie possono risentire di una pressione alta e gli organi che ne sono irrorati possono rimanerne danneggiati, per esempio gli occhi e i reni. C’è un altro rischio: la rottura di un’arteria del cervello, che determina il colpo apoplettico o ictus cerebrale.
Inoltre l’ipertensione accelera l’arteriosclerosi.
Ovviamente, l’ipertensione si cura con farmaci che abbassano la pressione. Purtroppo essi hanno a volte effetti indesiderati. Non c’è da stupirsi quindi che coloro a cui è stato prescritto un farmaco antiipertensivo abbiano la tentazione di fame a meno. Negli ultimi anni nuove molecole, i betabloccanti, hanno reso più agevole la cura dell’iperteso evitandogli i disturbi più frequenti (senso di debolezza e una certa depressione dell’umore).
Quando l’ipertensione è moderata, si può provare a fare a meno dei farmaci puntando sulla riduzione del sale, sulla protezione dagli stress, su un’attività fisica regolare.
Recenti studi dimostrano che fare del moto riduce la pressione del sangue. In particolare, uno studio condotto a Houston nei Texas ha messo in evidenza che dopo solo otto settimane di un programma che comprendeva camminate, jogging e bicicletta un gruppo di pazienti non solo era riuscito a ridurre la pressione del sangue, ma aveva avuto anche un significativo calo di peso.
L’abbassamento della pressione potrebbe anche essere spiegato dalla perdita di peso. La dottoressa Harriet Dustan dell’Università dell’Alabama sostiene che l’imperativo numero uno nella cura degli ipertesi è il controllo del peso, facendo notare che il 60 per cento dei 10.940 pazienti di un gigantesco programma di cura dell’ipertensione è risultato in sovrappeso.
Non a caso l’ipertensione è quasi sconosciuta nei paesi poco sviluppati, dove anche l’obesità è rara. Non è detto però che un individuo abbia la pressione alta perché è in sovrappeso: può anche darsi che sia sottoposto a uno stress troppo intenso.
Recenti ricerche documentano che anche le tecniche di rilassamento possono abbassare la pressione troppo alta.
In uno studio, presentato all’Ottavo congresso europeo di cardiologia tenuto a Parigi nel giugno del 1981, un gruppo di pazienti cui erano state insegnate tecniche di relax aveva registrato un calo di pressione tre volte superiore a quello di un gruppo che non conosceva queste tecniche.
E quando poi i due gruppi sono stati ricontrollati sei mesi più tardi, la differenza era ancora la stessa.
Le strade per arrivare a normalizzare la pressione sono dunque: una dieta moderata povera di sale, un’assidua attività fisica, il relax, la rinuncia al fumo dì sigaretta.
Ma come regolarsi quando la pressione tende a salire e si è in là con gli anni? Viviamo in un’epoca in cui si teme esageratamente l’ipertensione: dopo i 70 una massima di 165 equivale a un meccanismo protettivo.
A quell’età c’è una tendenza al rialzo della pressione massima, in parte naturale e necessario per vincere la rigidità dei vasi sanguigni che invecchiano. Ma la pressione minima rimane dì solito stabile: quando tende anch’essa a innalzarsi è a causa di una perdita di elasticità da invecchiamento delle arteriole.
A meno che massima e minima non subiscano vistosi spostamenti dalla norma (corrispondente a 160/90), meglio non interferire con farmaci nella regolazione pressoria dell’anziano.
Tutt’al più si consiglierà un trattamento naturale, consistente nell’adozione di un razionale regime di vita, da proseguire scrupolosamente per sempre. Il sale dovrebbe essere limitato e la dieta ragionevolmente povera dì calorie e ricca di potassio. Inoltre il paziente dovrebbe tenersi in forma facendo del movimento. Infine è buona regola condurre una vita regolata e tranquilla.
Il metodo naturale permette di tenere sotto controllo la pressione con un impegno costante da parte del paziente: oggi che sono disponibili farmaci meno aggressivi di quelli d’una volta e molto ben tollerati, anche da parte dell’anziano, la strategia curativa può benissimo associare una più disciplinata igiene di vita con l’assunzione di un anti ipertensivo a dosi contenute.
Tratto dalle Guide per la Salute