I farmaci e le droghe, il fumo
Quando fumiamo una sigaretta produciamo del monossido di carbonio, una sostanza che riduce l’ossigenazione del cervello.
E come sappiamo, la memoria (e naturalmente il cervello) ha bisogno di una buona ossigenazione.
Anche la nicotina presente nelle sigarette, responsabile della dipendenza fisica e psichica dal fumo, a sua volta influenza le capacità cognitive e comportamentali: in un primo momento sembra favorire la concentrazione e la memoria, in realtà, con il tempo, il fumo le riduce poiché aumentano i livelli di intossicazione, anche del cervello.
Tra i fattori di rischio che concorrono maggiormente alla perdita di anni vita in buona salute un posto di primo piano spetta sicuramente al fumo di tabacco, riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come uno dei più gravi problemi di salute pubblica al mondo. Dei quattro fattori individuati dal programma Guadagnare Salute, il fumo è sicuramente quello che viene percepito maggiormente come un rischio anche dagli stessi fumatori. La dipendenza dovuta alla nicotina contenuta nelle sigarette costituisce l’ostacolo principale per chi intende smettere di fumare, ma giocano un ruolo importante anche fattori di natura psicologica e sociale.
Il fumo riduce notevolmente le prestazioni atletiche, aumenta lo stress ossidativo, aumenta il rischio di gengiviti ed incrementa l’incidenza di ulcere gastro-duodenali.
Il fumo passivo è quello inalato involontariamente dalle persone che vivono o lavorano a contatto con fumatori.
Il fumo di tabacco è uno dei più pericolosi fattori inquinanti dell’aria in ambienti confinati e costituisce un rischio concreto per la salute dei non fumatori.
Causa riduzione della funzionalità respiratoria e una maggiore incidenza di tumore al polmone.
Nei figli di fumatori si riscontra una più alta incidenza di bronchiti, polmoniti e crisi asmatiche.
Tratto dal libro “Come potenziare la Memoria” – Riza