Le ricerche più recenti hanno evidenziato che le informazioni vengono immagazzinate in tre depositi differenti, da cui vengono richiamate al bisogno e sono classificate in base alla durata della ritenzione del ricordo, in: memoria sensitiva, memoria primaria o a breve termine e memoria secondaria o memoria a lungo termine.
La memoria sensitiva trattiene per pochi attimi le informazioni che provengono dagli organi di senso, eliminandone circa il 75%. Del rimanente 25% solo meno dell’1% viene selezionato nell‘area del linguaggio e immagazzinato nella memoria primaria (la memoria a breve termine), il deposito più piccolo dell’encefalo.
L’encefalo è in grado di elaborare impressioni figurate, verbalizzare quanto appreso e associarlo a informazioni precedenti. Maggiori sono le possibili associazioni, più è facile ricordare per tempi più lunghi quanto appreso.
Le informazioni sono trattenute nella memoria primaria per un periodo variabile da pochi secondi ad alcuni minuti. La trasmissione di un’informazione dalla memoria primaria a quella secondaria è un processo delicato, L’ippocampo decide quale nozione deve essere ricordata e quale dimenticata.
Tratto dal libro “Come potenziare la Memoria” – Riza