on il termine gozzo si indica genericamente un aumento di volume della ghiandola tiroide, non indicativo di una specifica patologia, potendo verificarsi sia in caso di ipertiroidismo che di ipotiroidismo, e tenendo presente che la ghiandola può crescere anche in condizioni fisiologiche.
In alcune zone il gozzo è una manifestazione endemica, colpisce cioè un numero rilevante di persone: il fenomeno si spiega con alcune caratteristiche dell’aria e dell’acqua, con la scarsa alimentazione, la cattiva igiene, la consanguineità.
All’interno di questa approssimazione è però opportuno distinguere e classificare varie tipologie di gozzo e le relative cause di insorgenza: Gozzo semplice, multinodulare, uninodulare tossico (morbo di Plummer), Gozzo multinodulare tossico, diffuso tossico (morbo di Basedow).
• Vi è poi una forma di gozzo cosiddetto semplice, sporadico, che colpisce preferibilmente le donne in alcuni periodi della loro vita: la pubertà, la gravidanza, la menopausa. Generalmente la donna non avverte altri sintomi.
• La forma più diffusa di gozzo è quella che si accompagna a una disfunzione della tiroide: questa ghiandola, in pratica, funziona in eccesso e il paziente oltre al gozzo accusa tachicardia, tremore, dimagrimento, retrazione della palpebra superiore, sporgenza dell’occhio.
• S’impone l’intervento chirurgico solo quando la massa preme troppo sugli organi vicini e quando vi sia il sospetto di un tumore.
tratto dalla biblioteca pratica di Amica