13 Settembre 2026

Il bambino dorme poco

Il bambino della mia vicina dorme sedici ore al giorno, mio figlio (tre mesi) dorme solo tredici ore.  
E’ normale?
Sì. Già nei lattanti, come più tardi negli adulti, ci sono grandi differenze nel bisogno di sonno.
Mentre alcuni dormono venti ore al giorno, qualcuno ne dorme dodici, senza che ciò costituisca un problema.
In media il bambino di quest’età dorme quindici ore.
La durata è strettamente legata alla costituzione individuale. In genere non ha dunque motivo di preoccuparsi se il bambino dorme di più o se rimane sveglio più a lungo di altri.
Mettiamo a letto la nostra bambina (nove mesi) sempre molto tardi in modo che sia davvero stanca. Eppure fa spesso fatica ad addormentarsi e si risveglia di frequente durante la notte? Perché?
È  presumibile che la bambina abbia già superato il momento «ottimale» per addormentarsi nel momento in cui la mettete a letto e che dunque non sia più stanca. Il fenomeno è noto anche a noi adulti: a una festa ci viene sonno tra le 23 e le 2 di notte. Se superiamo questa fase di stanchezza tenendoci attivi, finiamo per diventare sempre più vigili man mano che la notte avanza.
Può quindi succedere che arriviamo a casa alle 4 del mattino, ci stendiamo e non riusciamo più a prendere sonno, anche se in teoria dovremmo essere stanchissimi. Nel corso della serata vostra figlia non diventa sempre più stanca, bensì alterna fasi di stanchezza e di veglia.
La cosa migliore da fare è cogliere i primi sintomi di affaticamento serale e portare subito la bambina a letto. Paradossalmente i bambini si addormentano meglio e fanno una lunga dormita se al momento della nanna non sono ancora eccessivamente stanchi, ma sono ancora abbastanza svegli.
Di solito questo momento vi verifica nella prima serata, tra le 18 e le 19.30.
E il momento in cui anche il corpo è meglio predisposto al sonno dal punto di vista fisiologico.
Se il bambino si conca in questo momento ottimale, non solo si addormenterà con facilità, ma si sveglierà anche con minore frequenza durante la notte.
Di notte mio figlio (quattro mesi e mezzo) non dorme prima della fascia oraria tra l’una e le tre (per lo più mentre lo allatto).  
Che cosa posso fare per farlo addormentare prima?
Suo figlio andrebbe messo a letto molto prima, idealmente tra le 19 e le 21.
Per cambiare il suo ritmo provi ad anticipare gradualmente l’ultimo pasto serale, ogni due, tre giorni 15-20 minuti prima.
Osservi un rituale fisso della nanna per far capire al bambino che sta arrivando la sera e che presto dovrà mettersi a dormire.
Di sera i bambini hanno momenti di crollo in cui si infiacchiscono.
Lo si capisce dal fatto che il piccolo inizia a piagnucolare, sbadiglia o si strofina gli occhi.
Lo controlli attentamente mentre dorme e si accorgerà quando ha il suo momento di crisi.
Anticipi l’ultimo pasto in modo tale che avvenga prima del crollo. Inoltre, cerchi di evitare che il piccolo dorma nel tardo pomeriggio, così a sera sarà davvero stanco e si addormenterà prima.
Allatto ancora la mia bambina di sei mesi senza darle altro.  
Ultimamente sono tornata a bere un caffè ogni tanto. 
La caffeina può avere effetti sul sonno della piccola?
Certo!
La caffeina, così come la teina e la nicotina, ha ripercussioni sui lattanti come sugli adulti.
I poppanti reagiscono a questi generi voluttuari spesso con l’insonnia, ma anche con grande irrequietezza, diarrea e altri disturbi durante la giornata.
A mio figlio, che ha tre settimane e mezzo, do il biberon sei volte al giorno.  
Dopo dorme al massimo tre ore.  
Lo posso abituare a dormire più a lungo la notte?
Effettivamente nelle prime settimane di vita il sonno dei lattanti è ancora distribuito in modo piuttosto uniforme.
I piccoli non sono ancora capaci di distinguere tra giorno e notte, lo imparano solo gradualmente con il tempo.
Si tratta di un periodo spesso molto faticoso per i genitori.
Tuttavia non dovrebbe imporre un determinato ritmo di sonno al bambino, dato che ne svilupperà uno personale da solo con il passare del tempo.
Può però aiutare il piccolo a trovare il suo ritmo durante la giornata, facendolo giocare un po’ dopo la pappa, prima di rimetterlo nuovamente a letto.
Di notte, invece, può accudirlo velocemente nella semioscurità e poi portarlo subito a letto. Anche il cambio notturno andrebbe fatto solo quando strettamente necessario.
In questo modo dopo un paio di settimane, in genere, i bambini iniziano a dormire più a lungo di notte che di giorno, ritmo che si assesta fino alla diciottesima settimana di vita e si stabilizza dopo sei mesi, a volte anche dopo l’anno.
Do la prima poppata a mio figlio (tre mesi) verso le 5 del mattino.  
Poi però non si riaddormenta più.  
Che cosa posso fare?
La cosa migliore è cercare di posticipare il primo pasto di qualche minuto ogni giorno (solo pochi minuti), per esempio dandogli il ciuccio, facendogli le coccole o parlandogli dolcemente.
Lasci la camera quanto più possibile al buio, in modo che il piccolo impari più facilmente la differenza tra giorno e notte. In questo modo, forse continuerà a dormire ancora un po’.
In caso contrario, non c’è comunque motivo di preoccuparsi. Infatti, a questa età i bambini non hanno ancora stabilizzato il loro ritmo sonno-veglia, che si definisce solo nel corso del primo anno di vita.
Fino al quindicesimo mese mio figlio ha dormito senza interruzioni; da qualche tempo però la notte si sveglia continuamente.  
Com’è possibile che dopo così tanto tempo sia sorto il problema dei frequenti risvegli di notte?
È piuttosto normale che i bambini dell’età di suo figlio comincino ad avere problemi legati ai frequenti risvegli notturni.
Le motivazioni sono molteplici: ad esempio le cause sono spesso l’irrequietezza e i dolori legati allo sviluppo (i denti che spuntano!).
Anche i primi sintomi di malattie, i processi di crescita e la maggiore frequenza dei sogni possono essere alla base dei risvegli.
Nel secondo anno di vita i bambini iniziano a soffrire di terrori notturni, come la paura del buio che impedisce loro di riaddormentarsi dopo un normalissimo risveglio.
Nella maggior parte dei casi questi problemi scompaiono dopo un certo tempo, a condizione che i genitori portino pazienza.
Se suo figlio si sveglia di notte e strilla, vada da lui e lo tranquillizzi accarezzandolo un po’ e parlandogli con un tono di voce bassa e rassicurante. In questo modo il piccolo percepisce la sua vicinanza e può riprendere sonno fiduciosamente.
I risvegli non costituiscono comunque un motivo di preoccupazione.

tratto da “Il sonno dei bambini”  – di Sabine Friedrich

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