22 Settembre 2019

Astrologia e Medicina

Astrologia e Medicina
Astrologia e Salute
Astrologia e Salute
Gli studiosi non sono d’accordo circa l’esatto momento storico in cui ebbe luogo l’unione tra astrologia e medicina.
Quello che possiamo dire è che questi due rami della scienza noi li troviamo uniti e collegati fin dai più remoti tempi della preistoria.
Gli occultisti fanno risalire il « matrimonio » tra astrologia e medicina al tempo della leggenda dell’Atlantide. Essi sostengono che i medici-sacerdoti di quel continente perduto consideravano tutte le malattie come una conseguenza diretta di una disarmonia venutasi a creare tra il corpo umano e le influenze extraterrestri.
Molti storici affermano invece che la medicina astrologica ha avuto inizio presso gli antichi caldei, i quali sono stati i primi a eseguire uno studio sistematico dei pianeti e delle stelle, annotandone esattamente ogni spostamento.
Questi antichi saggi della Mesopotamia cominciarono inoltre a rendersi conto della correlazione esistente tra il moto dei corpi celesti e l’insorgere delle malattie che colpivano la singola persona o, sotto forma di epidemie, l’intera collettività nazionale.
A ciascun pianeta essi ricollegavano certe qualità di erbe che si raccoglievano in particolari momenti, per usarle nella cura di quelle malattie di cui era appunto responsabile il relativo e specifico pianeta.
Pare ormai indubbio che il concetto dell’esistenza di una correlazione tra gli aspetti planetari e le infermità all’inizio debba essere stato suggerito ai sacerdoti dall’evidente influenza esercitata dal Sole su tutte le forme di vita.
I popoli dell’antichità erano ben consci del fatto che la crescita e lo sviluppo dei vegetali e, in buona parte, anche dell’uomo, dipendevano dalla grande sorgente di luce e calore che splende in cielo nelle giornate serene.
« Il Sole è luce e vita per tutto il creato », proclamava un antico testo indù. D’altra parte anche il Gayatri,la più vecchia preghiera indiana che ancor oggi viene recitata ogni giorno, all’alba, dai fedeli indù, non è altro se non un saluto al Sole (o meglio all’ineffabile Entità che se ne serve come carro celeste).
Anche gli antichi egiziani consideravano il Sole come un’entità sia divina sia materiale (lo adoravano sotto i nomi di Ra e di Amun-ra). « Il Sole, dominatore fisico del firmamento », è detto in un vecchissimo papiro, « dominatore spirituale e ideale di tutto l’universo e, come tale, re di tutti gli Dei ».
Fenici, persiani e israeliti ammisero tutti la potentissima influenza di questa luce suprema che, quando sorge, fa scomparire tutte le altre dal cielo.
Nello stesso modo si sapeva che la Luna, quando passa nei cieli col suo freddo splendore, quasi fosse un fantasma del Sole, governa e regola le maree e influenza il germogliare delle sementi.
A questo proposito è interessante far notare come recentissimi esperimenti, effettuati con campioni delle rocce lunari portate sulla Terra dagli astronauti Neil Armstrong ed Edwin Aldrin junior, hanno fornito la prova scientifica che la Luna influenza effettivamente la vita dei vegetali. Ciò che è, appunto, quello che sostenevano gli antichi.
II dottor Charles H. Walkinshaw, un esperto in botanica dipendente dal Centro della NASA per il volo spaziale, con sede a Houston, nel Texas, ha scoperto recentemente che le piante cosparse di polvere lunare si sviluppano molto più rapidamente di quelle che non sono state sottoposte a tale trattamento.
Questo studioso ha comunicato che i suoi esperimenti avevano lo scopo di accertare se la polvere della Luna avrebbe potuto risultare dannosa ai vegetali della Terra.
« Iniziammo con piante del tutto primitive, come le felci, cospargendole di un poco di polvere ricavata da una roccia proveniente dal Mare della Tranquillità. Altri vegetali, dello stesso identico tipo, li lasciammo invece così com’erano, allo stato naturale. Ebbene, ci rendemmo ben presto conto, come primo risultato, che le piante ch’erano state trattate con la polvere lunare si sviluppavano molto più rapidamente delle altre. »
Finì poi che le piante trattate divennero quattro volte più grandi di quelle dello stesso tipo, che non erano state stimolate dalla polvere lunare.
Come se non bastasse, ricercatori della NASA hanno riferito che tale polvere rendeva più verde il tessuto delle piante di tabacco e faceva germogliare molto più rapidamente i semi di lattuga.
« Non sappiamo come spiegare questi fenomeni », ha ammesso il dottor Walkinshaw. « Non è un fertilizzante, ma potrebbe essere definito come una specie di catalizzatore e stimolatore dello sviluppo dei vegetali. »

Tratto dal libro “Astrologia e Salute di V. Garrison” – Longanesi

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