16 Giugno 2019

Il Rosmarino

Il Rosmarino
(Rosmarinus officinalis)
Il Rosmarino cresce spontanea nei boschi delle regioni più calde d’Italia. I fiori, di colore celeste, sono riuniti all’estremità dei rami. Fiorisce tutto l’anno, pianta perenne.
La raccolta si effettua ininterrottamente durante tutto l’arco dell’anno asportando pezzi di rami, quindi non si adottano particolari tecniche di conservazione. Il forte sapore aromatico della pianta è dato da un olio essenziale costituito da pinene, canfene, limonene ed altri composti chimici che ne fanno un prodotto di profumeria e un componente per insetticidi. Sotto l’aspetto strettamente medicinale, il rosmarino possiede proprietà calmanti, toniche, stimolanti e diuretiche.
Un ottimo stimolante dello stomaco si prepara facendo bollire per alcuni minuti in un litro di acqua 30 gr di foglie di rosmarino, unitamente al succo di limone e 50 gr di miele d’api. L’infuso è pure un antispasmodico nervoso ed un eccellente rimedio contro l’isterismo. In caso di vertigini, palpitazioni, asma ed inappetenza, esaurimento psicofisico, si può utilizzare la stessa tisana nelle dosi di i fino a 3 tazzine al giorno.
Le foglie del rosmarino mescolate ad un cucchiaio di bicarbonato di sodio sono utili per fare suffumigi per riacquistare la voce. Macerando 40 gr di foglie di rosmarino e la scorza di un limone per una decina di giorni in un litro di vino bianco secco ad alta gradazione si ottiene un ottimo eupeptico.
Il decotto si utilizza invece contro la colite, il catarro polmonare, i gas intestinali: 10 gr di foglie di rosmarino, 5 gr di menta, 20 gr di cicoria, 15 gr di tiglio, il tutto bollito in un litro d’acqua per 5 minuti, filtrato e sommato al succo di 2 limoni e a 10 gr di lievito di birra. Uso: 3 tazzine al giorno dopo i pasti. In cucina le foglie del rosmarino si uniscono ai cibi per renderli più digeribili ed appetitosi.
Concludiamo con una nota di folklore: nel Medioevo il rosmarino fu preso come simbolo dell’immortalità e della fedeltà coniugale. Per questo la sua presenza era di buon auspicio sia nei matrimoni come nei funerali. Si credeva inoltre che il suo legno godesse di proprietà straordinarie: con esso, infatti, si costruivano cucchiai che avrebbero dovuto evitare gli avvelenamenti e pettini capaci di sconfiggere le calvizie.

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