17 Luglio 2019

Tecniche di rilassamento, training autogeno

Training Autogeno 
Il Training Autogeno (che significa “allenamento che si genera da sé”, “rilassamento autoindotto”) è un’ottima tecnica di rilassamento e anche una forma di psicoterapia breve, che dà ottimi risultati nel trattamento di sintomi nevrotici e soprattutto psicosomatici. Inoltre ha il grande vantaggio, una volta appreso correttamente sotto la guida di un insegnante, di essere uno strumento cui fare ricorso, in modo del tutto autonomo, per affrontare nuove problematiche che possono insorgere nel corso degli anni. J.H. Schultz (1884-1970), l’ideatore Training Autogeno, aveva vivamente raccomandato di non iniziare la pratica del Training Autogeno stesso  da autodidatti, perché ciò può pregiudicare l’apprendimento successivo; inoltre, per alcune categorie di soggetti (per esempio pazienti psichiatrici o psicolabili) devono essere adottate precauzioni particolari. Il Training Autogeno richiede di essere praticato quotidianamente (almeno due volte al giorno) con un impegno di circa venti minuti a sessione. Dal momento che nessuno di noi è nato teso, ansioso o depresso, ciò che si propone il Training autogeno è di “allenarci” a essere normalmente calmi, sereni, rilassati.
Si compone di sei esercizi: la pesantezza, il calore, il cuore, il respiro, il plesso solare e la fronte fresca. Esiste inoltre la “formula della calma” che qualcuno considera un esercizio propriamente a sé stante. Di seguito descriviamo, seppur in modo sintetico, ciascuno dei sei esercizi:
Pesantezza: 
obiettivo di questo primo esercizio è quello di raggiungere, attraverso l’autosuggestione, una sensazione di pesantezza che, localizzata inizialmente nelle braccia, si diffonde poi a tutto il resto del corpo. A questa sensazione soggettiva corrisponde sui piano fisiologico un abbassamento del tono muscolare e cioè il completo rilassamento dei muscoli scheletrici.
Calore:  
al rilassamento muscolare si accompagna una certa vasodilatazione, in particolare a livello periferico: tale fenomeno prende il nome di iperemia e produce una sensazione di tepore dapprima localizzata (mani, braccia…) e poi diffusa a tutte le membra. L’aspetto più rilevante di questo secondo esercizio consiste proprio nel riuscire, mediante la concentrazione, a ridistribuire il sangue uniformemente in tutto il corpo, in contrapposi zione a quanto accade in situazioni di stress.
Cuore:  
quando siamo emotivamente alterati, uno dei sintomi principali è il cuore che batte più velocemente (tachicardia). Questo esercizio serve a regolarizzare il battito cardiaco e si rivela un ottimo ausilio nel trattamento delle somatizzazioni ansiose che concernono il cuore (tachicardie, bradicardie…). Una corretta respirazione, la ripetizione o la visualizzazione di • formule come, per esempio, “Il mio cuore pulsa calmo e leggero” possono agevolare la riuscita dell’esercizio.
Respiro:  
durante il Training Autogeno la respirazione assume un ritmo simile a quello che caratterizza il sonno: lento, pacato, profondo. Ricordiamo che durante il Training Autogeno l’obiettivo non è quello di modificare volontariamente o in modo forzato il ritmo respiratorio: attraverso gli opportuni esercizi di rilassamento e ripetizione di formule appropriate, il respiro si normalizzerà spontaneamente senza alcun intervento della volontà!
Plesso solare (o ganglio celiaco):  
questo esercizio regola la funzionalità di tutti gli organi a livello addominale (stomaco, intestino, pancreas…); è quindi di estrema rilevanza per l’equilibrio neuro-vegetativo e per la prevenzione e la cura sui disturbi psicosomatici inerenti l’apparato digerente. Capita spesso che uno stato ansioso, una forte preoccupazione, un disagio si ripercuotano pesantemente su questa delicata zona dell’organismo: molto spesso la gastrite e l’ulcera non sono altro che i sintomi fisici di un malessere o di un conflitto psichico in atto! L’esercizio consiste nel provocare, tramite autosuggestione, una sensazione di calore irradiante a partire dal plesso solare e diretta ai vari organi interni.
Fronte fresca:  
l’ultimo esercizio del Training Autogeno prevede l’autoinduzione di una sensazione di freschezza alla fronte e quindi, indirettamente e metaforicamente, alla mente. L’esercizio si rivela un valido strumento di prevenzione e terapia delle cefalee muscolo-tensive e vasomotorie di origine psicologica. Come già accennato in precedenza, il Training Autogeno è una delle migliori tecniche “alternative” di intervento sui disturbi psicosomatici (per es. emicrania, tachicardia, gastrite…) e un ottimo metodo per curare efficacemente i disturbi del sonno. Inoltre, una sessione di Training Autogeno (della durata media di circa 20 minuti) aiuta a superare facilmente i momenti di stanchezza e i cali di rendimento che si verificano nell’arco della giornata e migliora le prestazioni agonistiche degli atleti.

Tratto dal libro “Meditazione” – Key Book

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