20 Agosto 2019

L’invecchiamento del cervello

L’invecchiamento del cervello  
Il tempo può essere considerato un nemico del cervello. Infatti, come tutti gli organi, anch’esso invecchia. Dopo i quarant’anni, mediamente, il suo peso si riduce fino a nove grammi all’anno, Questa perdita di cellule attive corrisponde a una progressiva degenerazione cerebrale che può comportare una perdita più o meno consistente delle capacità intellettuali.
La demenza senile  
Affligge in forma più o meno grave circa il 4% della popolazione oltre i 65 anni; questo percentuale sale al 20% per gli ultraottantenni. Questo problema legato all’invecchiamento deriva dalle condizioni fisiche generali: l’aterosclerosi, cioè l’ispessimento delle pareti dei vasi sanguigni, che provoca un minor afflusso sanguigno al cervello e un innalzamento della pressione arteriosa, è uno dei fattori che più influiscono sulla sua insorgenza, così come l’alimentazione corretta, l’esercizio fisico e la cura di sé sono fattori preventivi.
Il morbo di Alzheimer  
Di questo morbo soffre circa il 50% delle persone colpite da demenza dopo i cinquant’anni.
Questa malattia, con una chiara componente genetica, provoca disturbi della memoria e della formazione dei pensieri, cui si affiancano anche problemi di personalità, affettività e linguaggio e, nei casi peggiori, anche del mantenimento della postura.
Queste sono le conseguenze della formazione di placche e fibrille costruite dall’attività di alcuni enzimi a parte da elementi proteici prodotti dalle cellule cerebrali sane.
Come proteggersi
• Mantenersi attivi.
• Controllare l’ipertensione arteriosa.
• Mangiare pesce ricco di Omega 3.
• Bere un bicchiere al giorno di Vino rosso, ricco di resveratrolo e polifenoli antiossidanti.
Assumere quantità ottimali di Vitamina C (agrumi, pomodori, peperoni) e vitamina E (oli Vegetali, germe di grano, noci, mandorle), carotenoidi (frutta e verdura), selenio (cereali, frutta e verdura), polifenoli (frutta, verdura, vino rosso).
Il morbo di Parkinson  
Può insorgere anche in età non molto avanzata e non ha componenti genetiche, pur essendo lentamente progressivo come l’Alzheimer. A differenza di quest’ultimo, tuttavia, il morbo di Parkinson non pregiudica le facoltà mentali se non dopo molto tempo dall’inizio della malattia.
Questa malattia degenerativa, infatti, è provocata dalla morte di particolari neuroni che producono dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per modulare i movimenti.
Chi soffre di questo morbo si riconosce per la rigidità muscolare, il tremore persistente, persino durante il sonno, l’inespressività del viso. Il malato beneficia moltissimo dalla pratica regolare dell’esercizio fisico.
Tratto dal libro “Come potenziare la Memoria” – Riza

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