13 Settembre 2026

Memoria e bambini

La memoria delle percezioni è presente nel feto e nel neonato. Il contatto con le pareti dell’utero, il sapore del liquido amniotico, la voce della mamma e la luce sono stimoli percepiti e “trattenuti”.
Il feto ricorda
• Un medico italiano ha osservato una coppia di gemelli che, durante la vita uterina, era pienamente consapevole del piacere del tatto: il bambino, più attivo, tendeva la mano alla sorellina attraverso la membrana che li separava e le accarezzava la guancia: la bambina rispondeva avvicinando il suo viso al bambino. Una volta nati e cresciuti, il loro gioco preferito era nascondersi: quando la sorellina andava dietro una tenda, il maschietto si avvicinava e le accarezzava il viso…
• Il Centro Europeo delle Scienze ha condotto degli esperimenti sull’odorato. I ricercatori hanno imbevuto dei fiocchi di cotone con differenti liquidi amniotici e li hanno fatti odorare a dei bambini piccoli: ognuno di loro mostrava il maggior interesse nei confronti del liquido della propria madre. La stessa cosa accade con del latte aromatizzato all’anice, molto gradito a quei bambini la cui mamma, durante la gravidanza, era solita bere tisane d’anice. Come spiegare queste esperienze senza parlare di memoria?
Ritmo cardiaco e musica
Nel corso di un esperimento scientifico, alcune donne incinte hanno ascoltato tutti i giorni (tra la trentacinquesima e la trentottesima settimana di gravidanza) la stessa musica rilassante. Dopo la nascita, i bambini che erano stati “esposti” a questa musica mantenevano lo stesso ritmo cardiaco ogni volta che la riascoltavano, mentre i bambini le cui mamme non l’avevano sentita durante la gravidanza, nel percepirla acceleravano il battito cardiaco.
Odori e sapori
Attraverso il liquido amniotico, il feto percepisce il gusto e i sapori di quello che mangia la mamma. In seguito, durante l’allattamento, un cambiamento improvviso di alimentazione da parte della donna può anche provocare un rifiuto del latte materno da parte del neonato.
Amore e apprendimento
Prima che il bambino possa comprendere e usare le parole, si instaura con i genitori e il mondo che lo circonda una forma di comunicazione non verbale. Il piccolo recepisce subito la variazione dei toni, dal più morbido al più acuto, e l’adulto, inconsciamente, vi si adatta: voce tenera, accentuazione della mimica facciale, contatto di sguardi… L’apprendimento Viene in gran parte favorito proprio dalla comunicazione affettiva pre-verbale.
Rassicurare il bambino
Alcuni esperti consigliano, in occasione di una separazione tra mamma e neonato, di porre accanto al piccolo un telo impregnato dell’odore materno, per esempio un foulard. In questo modo, la presenza della mamma viene comunque percepita e si possono evitare momenti d’ansia o di depressione, presenti già nei bambini molto piccoli.
L’importanza del gioco
Giocare è di fondamentale importanza prima di tutto per divertirsi, per provare piacere, ma anche per imparare ad apprendere. Durante il gioco il bambino memorizza sensazioni piacevoli e si percepisce l’amore che si ha per lui: ricordate che i bambini percepiscono molto bene ciò che gli adulti provano nei loro confronti. La memoria dei bambini può essere stimolata anche dal canto, dalla musica, così come dai giochi più tradizionali. Tuttavia, occorre fare attenzione a non esagerare, come alcune mamme che hanno pensato di stimolare intensamente la memoria dei bambini con simboli, disegni e immagini. Esse facevano vedere ai piccoli le immagini. dicendone ad alta voce il nome: un’infinità di informazioni che non ha alcun senso ricordare.,. Questo metodo non è adatto, perché satura il bambino di informazioni, correndo il rischio di ottenere l’effetto contrario. ‘ansia
Una memoria ben organizzata
Gli spazi della memoria devono essere ben occupati e ben organizzati. Pensate a una libreria con tantissimi libri mal riposti… è un po’ come se fossero perduti, perché trovarli diventa molto difficile. Per aiutare i bambini a creare un buon sistema di catalogazione delle informazioni da ricordare, è bene permettere loro di conoscere l’ambiente circostante usando i cinque sensi. Un bambino piccolo, per esempio, difficilmente può conoscere e ricordare qualcosa se non la tocca. Quando gli oggetti non saranno più vicino a lui, e quindi non percepibili con la vista, avrà bisogno di tutte le informazioni per poterseli rappresentare con il pensiero.
Conoscere l’ambiente con i cinque sensi permette anche al bambino di crescere, di staccarsi dalla mamma al momento debito.
Apprendimento scolastico 
L’apprendimento del bambino può essere favorito da numerosi fattori. Per esempio, la sensazione d’essere in un ambiente sicuro, sentire che gli altri hanno una buona considerazione di lui, imparare ad adattarsi alle regole scolastiche… sono fattori che contribuiscono a farlo sentire a suo agio e quindi a vivere gli impegni scolastici non come una fonte di angoscia bensì come uno stimolo ad apprendere.
Invece, spesso, la scuola diventa occasione di competizione senza tregua, d’angoscia, di stress.
Una memoria prodigiosa
Una memoria prodigiosa sorprende, soprattutto quando il meccanismo che ne è alla base risulta sconosciuto. Tuttavia, in molti casi bambini con una memoria prodigiosa possono essere affetti da due malattie molto particolari: la sindrome di Asperger o l’autismo. Vediamo qui di seguito i sintomi principali.
La sindrome di Asperger  
Appare spesso intorno ai 3 anni. I primi sintomi sono simili a quelli dell’autismo, ma la capacità di esprimersi attraverso la parola e l’intelligenza appaiono più normali. Il bambino si concentra spesso su dei dettagli, ha un attaccamento eccessivo per certi oggetti, si fissa quasi ossessivamente su un pensiero, una frase… La memoria per i dettagli è estremamente sviluppata, è enciclopedica e sorprendente, ma senza spirito critico. Il bambino conosce il senso di parole complicate, ma non quello delle parole comuni della vita quotidiana. L’autismo è caratterizzato da anomalie nella comunicazione e nel comportamento.
Il bambino affetto da autismo non usa bene la gestualità, la mimica, le posture. Non sempre riesce a parlare con gli altri e non sopporta i cambiamenti, Ha bisogno di un ambiente stabile organizzato attorno a rituali. A volte, l’autismo può produrre capacità di memorizzazione eccezionali. L’autistico ricorda particolari determinati, di superficie, piuttosto che la totalità dell’immagine o dell’informazione. Le parole vengono memorizzate a partire dal loro suono, piuttosto che dal loro significato. Nell’ambito del disegno, egli riproduce tutti i particolari dell’oggetto. anziché riprodurre i contorni e le forme. Lo stesso accade per la musica: egli può riconoscere il cambiamento di una singola nota all’interno di una melodia. Ricordiamo, tuttavia, che non tutti gli autistici dimostrano queste capacità.
Tratto dal libro “Come potenziare la Memoria” – Riza

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